
ORVIETO – Il diritto allo studio e l’autonomia del territorio umbro finiscono al centro del dibattito politico locale. È stata presentata ufficialmente una mozione indirizzata al Presidente del Consiglio Comunale, Stefano Olimpieri, e alla Sindaca di Orvieto, Roberta Tardani, per impegnare l’amministrazione comunale in una difesa serrata della scuola pubblica contro il recente commissariamento imposto dal Governo Meloni.
Il documento nasce da una premessa critica: la decisione del Governo di commissariare la Regione Umbria (insieme a Toscana, Emilia-Romagna e Sardegna) sul piano di dimensionamento scolastico. Secondo i proponenti, si tratta di una “forzatura istituzionale senza precedenti” che ignora le peculiarità di un territorio prevalentemente montano e già fragile a causa dello spopolamento.
“La scuola non è un esercizio aritmetico”, si legge nel testo della mozione. L’Umbria, con i suoi oltre 101.000 studenti, rischia di vedere svanire presidi fondamentali nelle aree interne. Nonostante la Giunta regionale avesse già approvato sette accorpamenti, il Ministero ha imposto tagli ulteriori senza fornire chiarimenti sui criteri adottati, rifiutando ogni forma di dialogo democratico.
La mozione denuncia gli effetti a catena della riforma nazionale, che ha già portato a:
- 700 scuole soppresse in tutta Italia.
- Taglio di oltre 1.400 dirigenti scolastici e DSGA.
- Riduzione drastica degli organici di docenti e personale ATA.
- Aumento del numero di alunni per classe, con il rischio di creare “classi pollaio” nelle città e desertificare culturalmente i piccoli comuni.
“L’Italia investe solo il 3,9% del PIL nell’istruzione, meno della media europea,” sottolinea il documento. “È irresponsabile tagliare ancora invece di rafforzare i presidi dove servono di più.” Il Consiglio Comunale di Orvieto è chiamato a esprimere una ferma opposizione al commissariamento e a manifestare solidarietà alla Presidente della Regione Stefania Proietti e all’Assessore Fabio Barcaioli per la loro linea di resistenza.
Nello specifico, la mozione impegna il Sindaco e la Giunta a:
- Sostenere il ricorso straordinario della Regione al Presidente della Repubblica.
- Promuovere un coordinamento con gli altri Comuni umbri e con l’ANCI per monitorare gli effetti dei tagli.
- Chiedere la sospensione immediata degli atti commissariali e l’apertura di un tavolo di confronto trasparente con il Governo.
- Difendere il diritto universale all’istruzione come pilastro della democrazia e coesione sociale.
Il testo si chiude con un appello accorato: la scuola non è un costo, ma un investimento strategico. Tagliare un plesso scolastico in un’area interna significa accelerare la fine di una comunità.








