
Questo è lo status attuale nel nostro Paese sotto la guida dell’attuale Governo: siamo intasati da spot e social che inculcano tutto meno che il reale atteso dai cittadini. Nella logica del trampismo e del sovranismo basando la governabilità sul fatto che sono loro che decidono, senza limiti costituzionali, cosa si fa o si vuole fare. La deriva è sotto gli occhi oramai di tutti, in maniera accentuata sul Referendum e la diatriba verso i magistrati, senza paura di distogliere l’attenzione, invocando cose che non c’entrano nulla col tema del giorno.
Sopratutto emerge il fatto che essendo stati leggittimati dalle Elezioni possono sovrastare le norme. La tv e i giornali, come i giornalisti sembrano tutti schierati all’unisono, purtroppo anche le opposizioni. E l’errore, specie nel campo progressista, è quello di stare al gioco. Solo i riformisti cercano di fare una passo in avanti parlando dei temi del reale come il carrello della spesa, le tasse, la sicurezza. Lo stesso Presidente della Republica è dovuto intervenire più volte su leggi o dibattiti in questo tempo segnalando i fuori campo del Governo e di alcuni ministri.
A fatica si cerca di salvaguardare la nostra democrazia. Sì, perchè purtroppo siamo a questo status nell’inconsapevolezza di molti cittadini presi dal reale quotidiano che li isola dal politicamente corretto. Onestà intellettuale vuole che si riconduca tutto alla realtà delle cose, ognuno nel proprio campo, ma correttamente evidenziando il dibattito, senza eccessi verbali o di riferimento, per quello che è e rappresenta per il bene dei cittadini verso una visione comune di democrazia dell’alternanza senza sbandamenti costituzionali o di forma verbale o politica.
Come è bene ridare senso amministrativo a tutte le forme di governo immettendo al loro interno competenza, onorabilità, abnegazione e sussidiarietà. Basta ai partiti personali o al proliferare di partiti in un sistema in cui le forme politiche sono ben definite: riformismo, progressismo, liberaldemocrazie, conservatorismo. Giocare al di fuori o imitarne le sfaccettature, rende inapplicabile la partita politica come sistema di riconoscibilità e di governo.
È l’ora del riassetto per una visione del futuro per noi e per le generazioni future innescando una carta dei valori per una netta disconuità con il passato attraverso partecipazione e passione politica. Noi di Italia Viva, o al Governo o all’opposizione, immettiamo ed evidenziamo, puntualmente nel dibattito, le nostre idee riformiste, senza timori o sovrapposizioni, perchè teniamo a dire chi siamo e che proponiamo nel segno del riformismo. Oggi nella collaborazione del governo della Regione ci siamo distinti con contributi su tasse, sanità e infrastrutture evidenziando temi e proposte nel rispetto degli alleati.








