
Abbiamo appreso una settimana fa che Spazio Musica, Festival di musica lirica che dal 1995 aveva esteso la sua attività da Camogli ad Orvieto, non organizzerà più la manifestazione durante i mesi estivi.
Dopo 31 anni di presenza sulla Rupe, le opere liriche, i laboratori e i corsi di perfezionamento per giovani cantanti e musicisti provenienti da diverse parti d’Europa e del mondo, torneranno in Liguria. La decisione, così come si evince dal breve articolo apparso sulle testate locali online, sarebbe dettata dagli aumentati costi organizzativi.
La dipartita di una rassegna così importante sia dal punto di vista culturale che economico rende il periodo estivo ancora più brullo sia per i residenti (“Vento d’estate, io vado al mare, voi che fate?” agosto 2025), che per i turisti, viste le difficoltà di Orvieto di attrarre eventi e flussi “non mordi e fuggi” e di medio periodo.
La scomparsa di Spazio Musica dovrebbe farci riflettere sulle politiche che si intendono attuare ad Orvieto in tema di offerta culturale e di turismo sostenibile, un turismo cioè che sia compatibile coi bisogni dei residenti e del territorio nel suo complesso. Questi temi (cultura ed offerta economica) si collegano alle questioni delle politiche abitative e dei servizi ai cittadini residenti che ormai da troppo tempo sono alle prese coi problemi dei trasporti e del caro case, con la mancanza di spazi di aggregazione e con la marginalizzazione di interi quartieri e di porzioni del territorio comunale.
Ecco perché pensiamo che parlare di turismo, di eventi e di offerta culturale sia importante: sia per valorizzare al meglio gli sforzi dei privati che investono in questo settore, sia per capire come il turismo stesso possa diventare parte di una visione di ampio respiro che punti a riportare a Orvieto servizi e attività produttive che favoriscano la permanenza dei nostri giovani, sia perché una città viva è una città che crea anche occasioni per stare insieme, ad esempio, attraverso una programmazione culturale. Spazio Musica era un evento importante per la cittàUn’altra perdita che richiede chiarimenti, alcune riflessioni e sicuramente una mossa per programmare un calendario estivo per la città.








