
Con un’interrogazione rivolta al presidente del Consiglio Comunale, Stefano Olimpieri, e al sindaco Roberta Tardani, il Gruppo Consiliare del Partito Democratico di Orvieto, composo da Cristina Croce e Federico Giovannini, esprime contrarietà alla dotazione di dispositivi ad impulso elettrico (Taser) alla Polizia Municipale di Orvieto. Di seguito il testo:
Premesso che
– nel mese di agosto 2025, nell’arco di 24 ore, due persone sono decedute in seguito a interventi delle forze dell’ordine che hanno comportato l’utilizzo di dispositivi a impulso elettrico (Taser);
– nel caso di Olbia, pur non essendo stata attribuita una causalità diretta all’uso del dispositivo, il decesso è avvenuto immediatamente dopo l’intervento;
– nel caso verificatosi in provincia di Genova, un uomo di 47 anni è deceduto nella propria abitazione a seguito dell’uso del Taser da parte di un carabiniere, come confermato dagli accertamenti successivi;
– episodi analoghi si sono verificati negli ultimi anni a Pescara (giugno 2025), Bolzano (2024) e Chieti (2023), delineando un quadro tutt’altro che episodico;
– nel settembre 2025, a Reggio Emilia, un uomo di 41 anni è morto dopo l’uso del Taser da parte della Polizia; tre agenti risultano indagati per omicidio colposo;
– la letteratura medico-scientifica internazionale segnala che l’esposizione agli impulsi elettrici prodotti dai dispositivi Taser può comportare rischi gravi e talvolta fatali, in particolare in presenza di patologie cardiache, stati di alterazione psicofisica, assunzione di sostanze o condizioni di stress acuto;
– studi epidemiologici e rapporti indipendenti documentano, negli Stati Uniti, oltre mille decessi avvenuti in prossimità temporale all’uso del Taser, con almeno 153 casi in cui il nesso causale è stato ritenuto altamente probabile;
– già nel 2007 il Comitato delle Nazioni Unite contro la tortura ha qualificato il Taser come strumento suscettibile di configurare trattamenti inumani o degradanti;
– Amnesty International, l’Associazione Antigone e il Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale hanno più volte espresso forti riserve sull’introduzione e sull’estensione dell’uso dei Taser;
– diverse amministrazioni comunali italiane hanno escluso la dotazione del Taser alla Polizia Municipale, valutando alternative tecnologiche meno invasive;
– la decisione di dotare la Polizia Municipale di Orvieto del Taser, approvata nel marzo 2025, ha suscitato un diffuso dissenso civico, espresso anche attraverso una raccolta firme promossa da cittadini e forze di opposizione;
Considerato che
- la Polizia Municipale è un corpo civile dell’ente locale, le cui funzioni sono prevalentemente riconducibili alla polizia amministrativa, alla sicurezza urbana di prossimità e alla prevenzione, mentre l’ordine e la sicurezza pubblica restano competenze riservate allo Stato;
- la dotazione degli strumenti operativi deve essere coerente con il principio di proporzionalità, con l’adeguatezza dei mezzi alle funzioni attribuite e con la natura non militare del corpo;
- l’introduzione di dispositivi a impulso elettrico, potenzialmente lesivi, non costituisce un elemento necessario né tipico delle funzioni della Polizia Municipale e rischia di alterarne la missione istituzionale, esponendo operatori ed ente locale a rilevanti responsabilità;
- nel Comune di Orvieto non si è registrato, negli ultimi venti anni, un incremento significativo di episodi di violenza urbana tale da compromettere il senso di sicurezza dei cittadini, né episodi di violenza fisica ai danni del personale della Polizia Municipale;
- il senso di sicurezza non si incrementa attraverso la militarizzazione della polizia locale, ma mediante politiche urbane orientate alla prevenzione, alla qualità dello spazio pubblico e alla coesione sociale;
- in particolare, la sicurezza urbana si rafforza attraverso:
o il miglioramento della vivibilità degli spazi pubblici, anche mediante una più adeguata illuminazione e una costante manutenzione;
o un trasporto pubblico più efficiente, soprattutto nelle ore notturne e nei periodi di maggiore afflusso turistico;
o progetti di rigenerazione urbana e sociale e politiche di welfare di prossimità;
o strategie di medio-lungo periodo volte a favorire l’insediamento stabile di nuovi residenti;
Si chiede se è intenzione dell’Amministrazione Comunale
- sospendere ogni ulteriore decisione o procedura relativa alla dotazione di dispositivi Taser alla Polizia Municipale di Orvieto;
- promuovere, in alternativa, percorsi formativi strutturati per il personale della Polizia Municipale, centrati sulla gestione non violenta dei conflitti, sulle tecniche di de-escalation, sulla mediazione sociale e sull’intervento in situazioni di fragilità psichica e sociale;
- recepire le raccomandazioni delle organizzazioni nazionali e internazionali per la tutela dei diritti umani, evitando l’introduzione di strumenti qualificati come potenzialmente letali o assimilabili a trattamenti inumani o degradanti;
- valorizzare il ruolo della Polizia Municipale come presidio civile di prossimità, sicurezza partecipata e cura del territorio, in coerenza con l’identità storica e sociale della città di Orvieto;
- tenere in adeguata considerazione le istanze espresse dalla cittadinanza attraverso la raccolta firme e le mobilitazioni civiche.








