“Le sentenze del Tar dell’Umbria che hanno dichiarato la legittimità degli atti posti in essere da Auri con riferimento alla programmazione dei flussi nelle discariche regionali per le annualità 2025, 2026 e 2027 confermano che l’azione portata avanti ha salvato la regione da una gestione dei rifiuti fuori controllo, ereditata dalle scelte sbagliate della precedente giunta regionale”. Con queste parole l’assessore regionale all’Ambiente, Thomas De Luca, commenta le pronunce n. 42, 43, 44, 45 e 46 del 7 febbraio 2026 con cui il Tribunale Amministrativo Regionale ha confermato la legittimità di AURI nel programmare i flussi di rifiuti nelle discariche regionali.
“Già nel gennaio 2025 – ricorda l’assessore De Luca – avevamo denunciato un aumento anomalo del flusso di rifiuti speciali da fuori regione, causato da delibere della precedente amministrazione e di Auri che, nel 2023 e nel luglio 2024, avevano disatteso le previsioni del Piano Regionale allora vigente, autorizzando conferimenti in eccesso fino a 230.000 tonnellate a fronte delle 180.000 previste. Subito dopo il nostro insediamento nel dicembre 2024 abbiamo deciso di riprendere il controllo della situazione, agendo per tutelare la capacità residua dei siti ed evitare che l’Umbria diventasse il polo unico di smaltimento del Centro Italia. Riconoscendo la piena competenza di AURI nel disciplinare non solo i rifiuti urbani, ma anche i flussi di rifiuti speciali, validando l’impianto normativo introdotto con la L.R. 10/2024, il TAR Umbria ha riconosciuto, di fatto, che preservare le volumetrie delle discariche rappresenta un interesse pubblico prevalente rispetto a quello dei privati”.
“Voglio ringraziare il presidente Andrea Sisti e Auri per aver avuto la schiena dritta. Tutelare la capacità residua dei siti e la corretta gestione del ciclo di smaltimento – conclude l’assessore De Luca – si inserisce nel solco della nostra nuova visione di economia circolare. Ciò non toglie che ci faremo carico delle legittime istanze dei gestori sulla sostenibilità economica degli impianti, interesse di tutti, così come già in parte previsto nella riforma legislativa pre-adottata”.









