Il Partito Democratico cresce in provincia di Terni. Crescono le tessere e crescono le sottoscrizioni del 2 per mille. “Dimostriamo un radicamento in costante aumento, frutto di un lavoro importante fatto nel tempo sia dal gruppo dirigente sia dai circoli e dai segretari, che sono l’ossatura del nostro partito e che ringraziamo”. Ad annunciarlo sono i segretari provinciali e comunale del Pd di Terni Carlo Emanuele Trappolino e Leopoldo Di Girolamo, che in conferenza stampa con Laura Dimiziani, neoeletta segretaria del Pd di Amelia, e Jonathan Monti, coordinatore della segreteria provinciale, presenti i segretari delle unioni comunali (assente giustificato quello di Orvieto) hanno illustrato i dati sulle adesioni e annunciato l’iniziativa politica per i prossimi mesi.
Con un denominatore comune, come ha sottolineato Trappolino: “costruire una politica dei mille rivoli per mettere il partito sempre più in connessione con le persone, con le associazioni, con le organizzazioni sindacali e datoriali, con le imprese”. Si parte con la campagna di ascolto e la campagna referendaria.
“Negli ultimi anni – ha detto Monti – l’affluenza alle urne ha subito un drastico calo, segno di una disaffezione per la politica sempre crescente e preoccupante per lo stato di salute della nostra democrazia. Non bastano solo le campagne elettorali e i programmi di governo, serve anche una politica in grado di stimolare un sentimento comune per costruire insieme prospettive e visione”. Per questo la campagna d’ascolto, promossa dal Pd nazionale, sarà declinata anche sui temi e sui bisogni del territorio della provincia.
“Sulla campagna referendaria – inoltre – abbiamo costruito fin qui iniziative a San Venanzo, Fabro e Terni. Siamo al lavoro per dare una mano ai comitati per il no” e per tenere l’attenzione sui motivi per votare no: nel merito e nelle declinazioni politiche. Perché la riforma del governo Meloni “produce una stortura democratica”.
Per quanto riguarda il tesseramento, “chiudiamo – ha sottolineato Monti – con il segno più, con una distribuzione della crescita delle adesioni molto omogenea” e raggiungendo quota 1414 iscritti. “Siamo tra le prime province d’Italia per media di iscritti per abitanti. Un insediamento importante che è sintomo di uno stato di salute ottimo, frutto del lavoro svolto da chi ha avuto responsabilità di guida nel partito e merito dei tanti segretari di circolo che ogni giorno sono impegnati sul territorio”.
Cresce anche la raccolta del 2 per mille:
più 4 per cento. “Ovvio che la politica non la fanno i numeri – ancora Monti – ma i numeri ci restituiscono risultati importanti e fondamenta solide su cui costruire”.
“Se c’è una questione Terni – ha aggiunto Di Girolamo – è una questione positiva, non problematica per il Partito Democratico. Voglio ricordare, ad esempio, che alle Regionali 2024 il Pd di Terni, dopo il commissariamento e grazie al lavoro fatto, è tornato primo partito della città e ha stabilizzato il fatto di essere il punto fermo per la costruzione della coalizione.
Il risultato del Pd a livello provinciale è stato di due punti superiore a quello di Perugia, influenzato anche dall’eccellente risultato di Narni. Terni, con il Pd al 30,8 per cento, ha raccolto più di un punto percentuale su Perugia, che veniva dall’elezione della sindaca e non aveva l’ingombro di un terzo elemento elettorale che ha raccolto il 12 per cento”. E sono stati eletti tre consiglieri. “Il nostro contributo al partito è rilevante”.
Di Girolamo ha offerto un commento anche sul recente percorso congressuale. “A Terni c’è stata una candidatura unica e oggi c’è una segreteria unitaria che lavora in maniera molto coesa. Il congresso Provinciale è stato attraversato da vicissitudini che tutti conosciamo, Spinelli ha vinto numericamente con una pareggio dei delegati. Siamo arrivati all’elezione unitaria di Carlo Emanuele Trappolino, che significa che tutto il Pd sì è riconosciuto in questa candidatura, grazie alla generosità di Spinelli che ha messo a disposizione il suo mandato nonostante la conferma della commissione nazionale di Garanzia. Ora, i capoluoghi e le due province sono gestiti unitariamente, rimane incerto solo il regionale. Credo sia un atto di scarsa responsabilità, soprattutto di fronte alle macerie lasciate dalla giunta Tesei e al compito ingrato che spetta ai partiti al governo, di fronte al quale serve stare in campo nel pieno delle nostre possibilità”. Un passaggio Di Girolamo lo ha fatto anche sulla festa de L’Unità, sottolineando come abbia avuto un carattere regionale, con oltre 3mila presenze in 10 giorni, e come sia stata indicata tra quelle di rilievo nazionale proprio dalla tesoreria Pd.
Inoltre, il “4 ottobre circa 1500 cittadini sono scesi in piazza perché non si sentono rappresentati da un sindaco che lede credibilità e onore del suo ruolo, come dimostra ogni giorno, anche ultimamente, nella vicenda di assalto alla Regione. Le istituzioni – ha detto Di Girolamo – hanno una dignità che deve essere preservata e garantita”. Anche su Terni, infine, dove il partito è impegnato su sanità (Stadio clinica) industria, sociale, il tesseramento è in continua in crescita e il 2 per mille arriva al +25 per cento. “Continueremo a lavorare con forza – ha concluso Di Girolamo – e con convinzione e spirito di servizio”.
Altra nota positiva per il Pd provinciale è il congresso di Amelia, dove il Pd ha affrontato il passaggio “non in maniera stanca o dovuta – ha assicurato la segretaria Dimiziani – non come un mero adempimento formale, ma in un percorso leale, franco, di connessione con le persone e che ha fatto suo un metodo di riflessione, approfondimento e proposta”. Ad Amelia le adesioni hanno registrato un + 22 per cento, “frutto del lavoro di chi c’è stato fin qui e nonostante l’esito delle elezioni amministrative”. “Nella città e sul territorio – ha detto Dimiziani – c’è un nuovo desiderio di partecipare che abbiamo colto e messo a leva e questo ci incoraggia per il futuro. Ora vogliamo mantenere uno sguardo duplice: sui temi locali, per immaginare una proposta per l’alternativa, sull’attualità, per stare nel mondo”. Il primo appuntamento della nuova segreteria “organizzato anche grazie all’attenzione della segreteria provinciale”, è per lunedì sera sui temi della riforma della giustizia e del referendum, con Anna Ascani, Gabriele Posti e Letizia Caristia.
“I prossimi appuntamenti – ha aggiunto Trappolino – saranno un’occasione per misurarci, da subito, sui temi. Lo faremo con impegno e responsabilità, ben sapendo che non possiamo permetterci un atteggiamento settario e che abbiamo bisogno di dire la verità, anche in tempi in cui la verità sta soffrendo. Viviamo tempi in cui c’è chi agita, chi utilizza la frustrazione, le aspettative e la rabbia delle persone. Noi dobbiamo offrire un’alternativa. Soprattutto in una città come Terni”. “Terni – ha sottolineato Trappolino – è una città dove c’è una forte presenza di lavoro in termini di cultura del lavoro. E storicamente i grandi fenomeni della politica sono sempre passati dalle questioni sociali e dalla crisi del lavoro in termini di status, non solo di reddito, di considerazione, non solo di precarietà Se si blocca l’ascensore sociale, la reazione è la rabbia e dove c’è cultura del lavoro c’è la sensibilità del cambiamento. Oggi Terni vive l’antipolitica nella forma peggiore: va rimarginata la ferita, non possiamo legittimare certi comportamenti o si rischia di pagarne il prezzo più alto. Quello che è fondamentale è ricostruire la fiducia tra cittadini e istituzioni e il Pd deve essere all’altezza di questo compito, smettendo il pettegolezzo e la delegittimazione continua, che non dimostrano senso di responsabilità rispetto per i militanti, i volontari delle feste, i giovani.
L’unico strumento che può invertire questa tendenza è la politica, come il partito organizzato è l’unico strumento perché i più deboli possano contare. Il Pd deve attraversare questa consapevolezza con la sensibilità della gravità della situazione: la politica deve recuperare una coerenza tra quello che diciamo e quello che facciamo per essere credibili”. Alle domande sulle recenti dichiarazioni di Fabio Paparelli, Trappolino e Di Girolamo hanno detto che “Quando qualcuno lascia il partito, vuol dire che c’è un problema politico che ci deve interrogare. Non sottovalutiamo la sua scelta e riflettiamo sulle questioni che ci ha posto. Avremmo, forse, voluto avere un confronto prima della decisione, ma non ci buttiamo alle spalle le cose in maniera indifferente: quando ci sono problemi si affrontano e si cerca di dare soluzioni. Ogni volta che qualcuno lascia il nostro partito si manifesta motivo di riflessione, perché non c’è nessun tipo di atteggiamento settario ma siamo per un partito aperto, largo che deve avere la possibilità di crescere non di restringersi”.









