
Apprendiamo che il Consiglio comunale di Orvieto si è espresso all’unanimità per il via libera al Consiglio dei ragazzi e delle ragazze e vogliamo interpretarlo come un buon segnale. Allo stesso tempo, però, rimaniamo delusi da come la politica affronta il tema della partecipazione giovanile e dalle risposte che offre.
Per questo motivo sorge spontanea una domanda: è davvero il Consiglio comunale dei ragazzi lo strumento di cui hanno bisogno per far conoscere le proprie esigenze ai rappresentanti di maggioranza e opposizione di questo paesello? Il 15 dicembre 2025, la stessa amministrazione, dopo aver convocato l’Osservatorio sulle dipendenze con i rappresentanti dei peer educator, ha comunicato la necessità di spazi di aggregazione diffusi e di percorsi orientati alla riduzione del danno.
Fatte queste premesse, vogliamo rivolgere all’amministrazione e alle altre forze politiche presenti in Consiglio comunale alcuni interrogativi sul tema:
• Quali sono gli orari di apertura al pubblico e quali servizi offre alla cittadinanza il Centro di aggregazione giovanile del Comune di Orvieto “Mr Tamburino”? Da una ricerca sul web risulta aperto H24 per tutta la settimana, mentre dovrebbe essere indicato come chiuso H24.
• Quali spazi pubblici vengono messi a disposizione di giovani e associazioni per riunirsi e organizzare piccoli eventi?
• Qual è la prospettiva per la Fortezza dell’Albornoz e per Palazzo Barzini, che dovrebbero rappresentare il luogo naturale per l’organizzazione di eventi e la programmazione culturale della città? Ci risulta, infatti, che nonostante i fondi del progetto “Rupe–Valle”, permangano ancora molte criticità per l’utilizzo di quegli spazi, tra cui la mancanza di illuminazione pubblica, la sistemazione di Palazzo Barzini e l’individuazione di chi debba occuparsi dell’apertura e della chiusura dei cancelli.
• È garantito a tutti, senza distinzione di reddito, l’accesso ad attività sportive o musicali all’interno delle strutture comunali, come piscine, scuola di musica e campi sportivi?
Va inoltre ricordato che già nel 1993 il Comune di Orvieto aveva istituito il Consiglio comunale dei ragazzi, rappresentando all’epoca la prima esperienza a livello nazionale.
Da quell’esperienza emersero richieste che sono le stesse di oggi: più spazi per crescere insieme.
I ragazzi non hanno bisogno di organismi simbolici, ma di spazi reali, accessibili e vivi. Meno annunci, più scelte concrete: la partecipazione non si proclama, si pratica!
Circolo Sinistra Italiana Orvieto
Federazione P.C.I. Orvieto








