
“Un’associazione che non si limita solo ad individuare le criticità, ma si prende anche l’onere di proporre delle soluzioni credibili e costruite sull’analisi dettagliata e molto disciplinata dei problemi”. Con queste parole dell’assessore regionale all’Ambiente Thomas De Luca si è concluso positivamente l’incontro di venerdì 6 febbraio a “Lo Scalo” Community Hub di Orvieto Scalo.
L’iniziativa si è sviluppata partendo dall’analisi della capacità residua della discarica “Le Crete” che, con l’attuale volume di rifiuti conferiti, si stima si esaurirà in circa 44 mesi (dati AURI). Si pone quindi la necessità di attivare un tavolo territoriale con l’obiettivo di scongiurare un ulteriore ampliamento della discarica, e allo stesso tempo valutare ed attuare una serie di iniziative, già sperimentate positivamente in altre realtà, che comporterebbero una significativa riduzione del conferimento di rifiuti in discarica.
Con l’intervento dell’ingegnere Adriano Rossi, ex direttore dell’Arpa di Terni, si è focalizzata l’attenzione sull’importanza e la necessità di riattivare il monitoraggio epidemiologico e della qualità dell’ambiente nelle aree interessate dalla presenza delle discariche. Federico Gori, sindaco di Montecchio e Presidente di ANCI Umbria si è soffermato sulla necessità urgente di organizzare un piano di sensibilizzazione, condiviso da tutti gli attori istituzionali, sull’importanza della corretta gestione dei rifiuti a partire dalla raccolta differenziata che effettuano i cittadini ogni giorno.
Sono state poi illustrate le proposte dell’Osservatorio Rifiuti Orvieto, finalizzate proprio a scongiurare l’ampliamento della discarica “Le Crete”, diminuire il conferimento di rifiuti indifferenziati e ridurre le tariffe tramite ad esempio l’incentivazione del compostaggio domestico, la promozione dei centri di riuso e riparazione. Per brevità ed una maggior praticità di consultazione, le proposte elaborate e illustrate dall’Osservatorio sono consultabili qui.
Ha chiuso l’incontro l’assessore all’Ambiente Thomas De Luca, che tra l’altro ha annunciato la mappatura regionale delle imprese che si basano sul riutilizzo dei materiali riciclati e la necessità di implementare l’attività di analisi merceologica del materiale che viene effettivamente recuperato. Quello che attualmente manca è la conoscenza della tipologia delle plastiche, in modo tale da rendere efficiente l’individuazione delle tipologie altamente riciclabili, e mettere a sistema queste informazioni con le aziende (ancora poche) in Umbria che fanno del riciclo il loro core business.
Nel nuovo Piano Regionale dei Rifiuti saranno previsti specifici strumenti di pianificazione come il Programma di prevenzione dei rifiuti (PREV), che costituirà una strategia per prevenire la produzione di rifiuti alla fonte. Col nuovo Piano regionale si cercherà di rimettere al centro la Regione e il controllo pubblico sulle decisioni riguardanti la realizzazione degli impianti e il loro funzionamento. Sarà uniformata la gestione a livello regionale anche eliminando gli attuali quattro sub-ambiti.
Saranno incentivati l’autocompostaggio, il compostaggio di comunità e prossimità e la diffusione dei centri di riuso e riparazione. Inoltre ci saranno novità per quanto riguarda il monitoraggio dei flussi dei rifiuti che quotidianamente vengono conferiti in discarica, che sarà anche propedeutico all’implementazione di una vera tariffa puntuale (chi produce più rifiuti paga di più).
L’intervento dell’assessore è terminato affermando che non avverrà alcun ampliamento della discarica “Le Crete”, escludendo la possibilità di utilizzare il terzo calanco; ma ribadendo che comunque la precedente Giunta ha autorizzato, nel gennaio 2022, un ampliamento (verticale?) dei volumi di 300.000 m3 che non abbiamo ancora capito come si concretizzerà senza ulteriori ampliamenti della discarica stessa.
Molto è ancora in ballo prima della redazione finale del nuovo Piano regionale dei rifiuti, che promette dunque novità importanti su come gestire una delle criticità maggiori dei nostri tempi.Anche la fase di discussione e di concertazione con le società civile deve ancora iniziare, e a questo appuntamento l’Osservatorio Rifiuti Orvieto non vorrà mancare.
Osservatorio Rifiuti Orvieto








