Sul tema dei treni e dell’isolamento progressivo del nostro territorio, riteniamo doveroso riconoscere e apprezzare i tentativi messi in campo sia dall’Amministrazione comunale di Orvieto sia dalla Regione Umbria. È stato positivo vedere quaranta sindaci unirsi su una battaglia comune ed è stato altrettanto importante il tentativo portato avanti dall’assessore De Rebotti per individuare una soluzione concreta.
Tuttavia, dobbiamo constatare come entrambe le iniziative, pur animate da buone intenzioni, abbiano fallito. La situazione attuale del trasporto ferroviario, infatti, non solo non vede risolte le problematiche già segnalate nei mesi scorsi, ma è addirittura peggiorata. Quella dei treni rappresenta, oggi più che mai, un’emergenza profonda che, lo ripetiamo, rischia di compromettere in modo irreversibile qualsiasi possibilità di invertire la tendenza demografica delle nostre aree interne. Senza collegamenti ferroviari affidabili ed efficienti non esiste alcuna politica credibile per la residenzialità, per l’attrattività o per lo sviluppo dell’Orvietano.
Per questo riteniamo oggi fondamentale valutare iniziative diverse e più incisive, capaci di portare RFI, Trenitalia e il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ad assumersi la responsabilità di ripristinare almeno a livelli pre-PNRR le condizioni del servizio ferroviario. È paradossale, e profondamente ingiusto, che i lavori finanziati per migliorare la rete ferroviaria nazionale abbiano finito per isolare ulteriormente le aree interne, favorendo quelle centrali e penalizzando chi già parte da una posizione di svantaggio.
Chiediamo dunque che le istituzioni, a partire dalla Giunta Regionale, si facciano promotrici di iniziative di protesta forti, visibili ed eclatanti. La stessa Presidente Proietti, nel giugno dello scorso anno, dichiarò di essere pronta a “sedersi sui binari” per difendere il diritto alla mobilità dei cittadini umbri. Oggi è arrivato il momento di passare dalle parole ai fatti e questo momento non è più rinviabile.
Rivolgiamo un appello diretto alla Presidente Proietti, all’Assessore De Rebotti, al Sindaco Tardani e a tutti gli amministratori dei territori interessati affinché si organizzi una mobilitazione forte ed efficace. Andare a Roma non per essere ricevuti formalmente e poi dimenticati, ma per dimostrare che esiste un territorio unito che chiede risposte immediate a problemi che stanno logorando la vita quotidiana delle persone, spazzando via ogni prospettiva di sviluppo. Non si tratta di una battaglia di parte, ma di una battaglia di civiltà. Solo attraverso la cooperazione, il coordinamento e la definizione di strategie condivise possiamo dare forza alle nostre richieste. Solo parlando con un’unica voce, tutti insieme, possiamo sperare di risolvere una condizione già da troppo tempo inaccettabile. È il momento di agire.
Associazione Nova









