
ORVIETO – Una “stangata” fiscale senza precedenti che colpirebbe lavoratori, pensionati e imprese umbre, basata su presupposti contabili definiti “costruiti ad arte”. È questo il cuore della mozione presentata dai consiglieri comunali di centrodestra di Orvieto (Civitas, Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia), che puntano il dito contro la Legge Regionale n. 2 dell’11 aprile 2025.
Secondo i firmatari della mozione, l’intera operazione fiscale della Giunta Regionale di centrosinistra sarebbe nata da un “presunto deficit sanitario di 243 milioni di euro”, annunciato nel marzo scorso sulla base di una consulenza privata. Un dato che, secondo l’opposizione, è stato smentito dai fatti:
“La Corte dei Conti, lo scorso luglio, ha smontato pezzo per pezzo l’allarmismo della Giunta — spiegano i consiglieri — evidenziando che non esistono disavanzi strutturali. Nonostante questo, la maggioranza ha deciso di procedere con un prelievo forzoso dalle tasche dei cittadini”.
L’analisi contenuta nel documento è impietosa. La manovra prevede un aumento di 184 milioni di euro (156 a carico dei cittadini e 28 delle imprese) con effetti retroattivi dal 1° gennaio 2025. Ma il dato più allarmante riguarda il futuro: analizzando il bilancio di previsione 2026-2028, i consiglieri sostengono che la pressione fiscale non diminuirà, arrivando a toccare la cifra monstre di 250 milioni di euro complessivi entro il 2028.
“Oggi l’Umbria è la regione con la più elevata pressione fiscale sul ceto medio tra tutte le regioni a statuto ordinario”, denunciano i gruppi di centrodestra. Il riferimento è ai redditi sopra i 28.000 euro lordi annui, che si trovano a pagare aliquote IRPEF superiori persino a quelle delle regioni commissariate o sottoposte a piani di rientro sanitario.
Con questa mozione, l’opposizione impegna formalmente il Sindaco di Orvieto ad attivarsi in tutte le sedi istituzionali per sollecitare la Giunta Regionale all’abrogazione immediata della L.R. 2/2025. L’obiettivo è chiaro: ripristinare le aliquote IRPEF e IRAP antecedenti al 2025 per dare respiro a famiglie e imprese che hanno già visto gli effetti dei rincari nelle tredicesime dello scorso dicembre. La palla passa ora al Consiglio Comunale, dove il dibattito sulla politica fiscale della Regione si preannuncia caldissimo.








