
Si è conclusa a gennaio 2026 la seconda edizione di “Promesso…ci vediamo domani”, progetto sulla sicurezza stradale ideato da A.Ge – Associazione Genitori – in collaborazione con la PolStrada di Orvieto.
Hanno aderito le classi prime, seconde e quarte dell’IISACP, Istituto di Istruzione Artistica Classica e Professionale. Le proposte formative del team, guidato dal Comandante Massimiliano Bolli e dal Sovrintendente Capo Valeria Chicchiù, sono state supportate dalle psicologhe Marta Perotti e Giulia Candelaresi e, novità di questo anno, anche dalla psicoterapeuta Cheti Della Fazia, coadiuvata da alcuni ragazzi della comunità Lahuèn.
Le attività proposte hanno riguardato il mondo delle dipendenze, delle sostanze psicoattive e del disagio, partendo dalla sicurezza stradale.
Obiettivo principale è stata la promozione della cultura della prevenzione con argomentazioni ed esempi forti e toccanti, tra cui foto e video, che non hanno tralasciato di sottolineare gli effetti gravissimi ed impattanti dell’uso di droghe e abuso di alcolici durante (e non solo) la guida di veicoli. Affrontare il discorso anche dal punto di vista psicologico, ha permesso agli studenti di comprendere meglio le complesse dinamiche del nostro sistema neuronale, attraverso informazioni chiare ed esaustive. Le testimonianze, vere, pulsanti, crude e taglienti come lame, hanno colpito nel segno, catturando l’attenzione, già elevatissima, degli studenti.
Le psicologhe hanno insistito sulle situazioni borderline da cui nascono comportamenti pericolosi, che potrebbero portare a conseguenze devastanti come le dipendenze. Il tutto è stato spiegato nei minimi particolari dalle Dottoresse Candelaresi e Della Fazia e ha raggiunto l’acme emotivo con le testimonianze di vita dei ragazzi della Comunità Lahuèn, attualmente in cura per patologie derivanti da abusi di sostanze o disfunzioni comportamentali, purtroppo non sempre frutto delle scelte dei diretti interessati. Le cicatrici dell’anima sono invisibili, ma sono quelle che fanno più male. Valutare il peso e le conseguenze di una scelta, significa a volte evitare un comportamento dannoso per sé e per gli altri. Questa la finalità ultima su cui sempre è stata mantenuta alta l’attenzione dei ragazzi in modo che nel loro futuro la parola “consapevolezza” possa essere alla base delle loro scelte, sia durante la guida dei veicoli, sia nei rapporti fra loro.
E la “sete” di consapevolezza che hanno mostrato si è tradotta nel loro attento silenzio durante tutto il tempo degli incontri e nelle moltissime domande rivolte alla Polizia, alle psicologhe e ai ragazzi, alcuni quasi loro coetanei, che direttamente, sulla propria pelle hanno affrontato e superato il torbido tunnel della dipendenza.
Del resto… “consapevolezza” fa rima con “sicurezza”.
Francesca Compagnucci
Presidente A.Ge Orvieto








