Il problema della velocità eccessiva torna al centro del dibattito cittadino dopo le segnalazioni arrivate da diverse zone del territorio orvietano. Durante l’ultima seduta consiliare, Matteo Panzetta (Civitas) ha sollevato la questione chiedendo interventi concreti per le località di Morrano, Canale Nuovo e Sferracavallo, dove i residenti lamentano da tempo rischi legati al passaggio di veicoli a velocità sostenuta.

A fare chiarezza sulle possibilità d’azione del Comune è stato il vicesindaco con delega alla Sicurezza, Stefano Spagnoli. La risposta ha evidenziato come l’amministrazione si trovi spesso “con le mani legate” da una normativa nazionale e giurisprudenziale sempre più stringente.
Le recenti sentenze della Cassazione ne impediscono l’installazione sulle strade comunali in assenza di requisiti specifici, come un’elevata incidentalità documentata negli ultimi cinque anni. All’interno dei centri abitati, su determinate tipologie di strade, non è permesso installare i dossi artificiali (dissuasori a terra) né i cosiddetti “semafori intelligenti” che diventano rossi al superamento dei limiti.
Un altro ostacolo rilevante riguarda la gestione diretta delle arterie. Molte delle strade interessate non sono di competenza comunale, se non nei tratti che attraversano i centri abitati. Inoltre, per l’utilizzo degli autovelox mobili — unica alternativa tecnica percorribile — è necessario l’impiego di almeno due pattuglie contemporaneamente, un carico di personale che l’attuale organico della Polizia Locale fatica a coprire con continuità. “Non ci restano che i controlli diretti, che abbiamo già provveduto a intensificare tramite la Polizia Locale, come avvenuto recentemente proprio nella zona di Canale”, ha spiegato Spagnoli.








