Sabato 31 gennaio alle ore 11, nella Sala delle Partecipazione in piazza Vittorio Emanuele ad Attigliano si terrà un’assemblea pubblica per presentare e sostenere la petizione popolare che chiede il potenziamento dell’Ospedale di Orvieto: lanciata il 13 dicembre scorso, ha già raccolto oltre le 5.500 firme.
L’assemblea servirà anche per illustrare
La salute che vogliamo, il contributo di co-programmazione civica al Piano Socio Sanitario Regionale di prossima approvazione. L’assemblea, che vede la collaborazione del Comune di Attigliano, è stata promossa dal Comitato Orvietano per la Salute Pubblica (COSP) in partnership con l’Associazione Nova. Si inquadra nell’ambito delle iniziative intraprese, col sostegno di un nutrito gruppo di organizzazioni della società civile (Val di Paglia Bene Comune, Rose Rosse d’Europa, Comitato per la Difesa del fiume Paglia, Ecomuseo del Paesaggio Orvietano) per l’adeguamento delle politiche di sanità pubblica alle effettive domande di salute della comunità, la tutela del diritto costituzionale alla migliore salute possibile e per la difesa dei presidi sanitari pubblici del territorio.
A questo proposito, si ricorda che tra settembre ed ottobre 2024, la petizione per il mantenimento del Distretto Socio-Sanitario di Orvieto raccolse 7300 firme ed evitò il suo accorpamento con quelli di Terni e Narni-Amelia che sarebbe stata l’ennesima spoliazione del territorio di servizi socio-sanitari. In assemblea verrà anche presentata e discussa l’ipotesi di ampliamento della Zona Sociale n. 12 per far coincidere i suoi confini con quelli dell’Area Interna Sud-Ovest Orvietano: un’opportunità di razionalizzazione della governance politico-amministrativa dello sviluppo territoriale e di drenaggio di risorse economiche per la sua realizzazione.
Nello specifico l’ipotesi consisterebbe nel far confluire i 6 Comuni dell’Amerino che attualmente appartengono alla Zona Sociale n. 11 (Attigliano, Alviano, Guardea, Lugnano in Teverina, Giove e Penna in Teverina), nel Distretto di Orvieto, Zona sociale 12. Questo consentirebbe, da una parte, un’organizzazione istituzionale più coerente con la realtà vissuta dalle persone (i cittadini già oggi utilizzano servizi che travalicano i confini amministrativi) e dall’altra una progettualità integrata in grado di rafforzare lo SNAI e sbloccare più risorse a disposizione sul territorio. Inoltre, un Distretto (Zona sociale) più grande avrebbe maggiore peso negoziale, maggiore capacità di progettazione ed una struttura più solida per sostenere politiche integrate sul territorio. Infatti, un Distretto prossimo ai 60.000 abitanti come quello che si verrebbe a formare (in linea col DM 77/22 per i Distretti nelle Aree Interne) permetterebbe una migliore gestione dei percorsi ospedale-territorio, e una più proficua presa in carico delle problematiche sociosanitarie.
Comitato Orvietano per la Salute Pubblica OdV








