
Negli ultimi mesi Orvieto ha dimostrato di non voler subire passivamente il declino del servizio ferroviario sulla dorsale Roma–Firenze. La mobilitazione c’è stata, ed è stata reale: cittadini, comitati, amministratori locali. Il Sindaco di Orvieto e quello di Chiusi hanno lavorato fianco a fianco, riconoscendo che i problemi della linea non riguardano solo una città, ma un intero territorio. Anche la Regione Umbria, con l’assessore De Rebotti, ha partecipato al confronto, cercando di portare a livello istituzionale le esigenze dei tanti pendolari, che ogni giorno dipendono dal treno.
Nonostante questo impegno, il dialogo con Trenitalia non ha portato ai risultati sperati. I problemi sono rimasti gli stessi: ritardi, soppressioni, tempi di percorrenza sempre più lunghi, treni spesso in condizioni non accettabili e insufficienti rispetto al numero reale di viaggiatori. I lavori del PNRR hanno aggravato ulteriormente la situazione, e il timore diffuso è che, una volta conclusi, non si torni comunque a standard adeguati. Ma oggi c’è un elemento nuovo, e potenzialmente decisivo.
Una riforma che cambia lo scenario
A gennaio 2026 è stata approvata una riforma importante del sistema ferroviario nazionale. Tra le novità più rilevanti c’è l’apertura, dal 2026, delle gare per i servizi Intercity e, progressivamente, per i servizi regionali sovvenzionati. Non saranno più gare “chiuse”, dove l’unico operatore possibile è Trenitalia: potranno partecipare più soggetti, grazie anche alla creazione di una nuova società pubblica che metterà a disposizione il materiale rotabile, abbattendo una delle principali barriere all’ingresso. Insomma una vera rivoluzione nella gestione dei trasporti.
Per Orvieto, questo significa una cosa molto semplice: abbiamo l’opportunità di chiedere che nei bandi vengano scritte nero su bianco le nostre esigenze. E questo è fondamentale, perché mentre per i treni regionali non ci sono margini di intervento immediato (le Regioni Umbria e Toscana hanno firmato nel 2024 un nuovo contratto con Trenitalia valido fino al 2032), per gli Intercity la partita è completamente aperta.
Cosa può chiedere Orvieto
Le richieste devono essere chiare e misurabili: tempi di percorrenza competitivi con l’obiettivo realistico di un Orvieto–Roma in 50 minuti come già oggi fa l’IC 581, treni frequenti e puntuali con orari utili a pendolari, studenti e turisti, convogli moderni e adeguati al numero reale di viaggiatori, standard di qualità obbligatori e sanzioni automatiche per ritardi e soppressioni. Infine sarà necessario adeguare significativamente i contributi pubblici indicati nei capitolati così da rendere appetibile la partecipazione di aziende alle gare (aperta ad operatori nazionali ed europei, come avviene per l’Alta Velocità). Quindi bisogna agire ora, prima delle gare, con il Ministero e far sì che le giuste condizioni e richieste siano inserite nei capitolati delle gare. Se non lo saranno, perderemo un’occasione storica visto che in genere questi accordi sono vincolati per un decennio.
Perché questa battaglia riguarda tutti
Un servizio ferroviario efficiente è un fattore vitale che incide sulla vita quotidiana e sul futuro della città, nonché un elemento imprescindibile di ripresa per l’intera Area Interna. I pendolari hanno bisogno di certezze, gli studenti potrebbero vivere a Orvieto studiando a Roma senza costi insostenibili, il turismo richiede collegamenti rapidi e affidabili. La residenzialità stessa dipende dalla possibilità di raggiungere Roma in tempi competitivi: un viaggio di 50 minuti renderebbe Orvieto una scelta naturale per chi cerca qualità della vita. Senza treni adeguati, Orvieto perde attrattività. Con treni adeguati, può diventare un modello di equilibrio tra vita urbana e qualità territoriale.
Ora la pressione deve spostarsi sul Ministero
La mobilitazione locale è stata importante, ma ora serve un salto di livello. Il vero interlocutore non è più Trenitalia, bensì il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che sta definendo proprio in questi mesi i criteri delle gare del 2026. Serve una linea politica chiara e coordinata: i Sindaci devono continuare a fare fronte comune spingendo affinché le Regioni presentino richieste precise e non negoziabili; i cittadini devono mobilitarsi per mantenere alta l’attenzione pubblica, perché senza pressione dal basso nulla cambia. Per questo aderiamo all’appello di Nova e del Comitato Pendolari. L’unione fa la forza, adesso più che mai. Le gare del 2026 si scrivono oggi. Le richieste si definiscono oggi. Le tutele si conquistano oggi. Iniziamo con gli Intercity. Se Orvieto non farà sentire la propria voce, altri decideranno al suo posto.
Roberta Palazzetti,
Proposta Civica Orvieto








