
“Nella mattinata di martedì 20 gennaio, accompagnato dal segretario del Sappe Fabrizio Bonino, dall’assessore comunale della Lega Gianluca Luciani, dal nostro consigliere comunale Federico Fontanieri e dal coordinatore provinciale della Lega Giovani Terni Lorenzo Turreni, ho effettuato, una visita istituzionale presso la Casa di Reclusione di Orvieto, a seguito dei disordini verificatisi il 30 dicembre scorso e denunciati dal Sappe. Un detenuto extracomunitario ha devastato l’infermeria dell’istituto, causando danni stimati in oltre 50.000 euro, sotto gli occhi del personale sanitario, impossibilitato a intervenire.
Quanto accaduto ribadisce l’urgenza di proseguire con determinazione sulla strada intrapresa dal Governo che ha già avviato interventi per il recupero delle strutture penitenziarie in condizioni strutturali critiche e definito un piano di apertura di nuovi istituti per ridurre il sovraffollamento. Un percorso reso possibile anche grazie alla collaborazione del MIT guidato da Matteo Salvini e rafforzato dalla scelta di nominare un Commissario straordinario per l’edilizia penitenziaria. A questo si affianca l’investimento sul rafforzamento degli organici della Polizia Penitenziaria e sugli strumenti a loro disposizione, al fine di garantire a tutto il personale degli istituti una gestione quotidiana più efficace e sicura.
A Orvieto questo impegno assume un rilievo particolare: la collocazione della struttura nel centro storico rende infatti la gestione più complessa rispetto agli istituti moderni o a quelli rinnovati nel corso dell’ultima legislatura. Di queste problematiche mi farò diretto portavoce presso il sottosegretario alla Giustizia Andrea Ostellari, che ringrazio per l’impegno e la concretezza dimostrati in questi anni nell’affrontare situazioni analoghe in altri istituti penitenziari. Il secondo problema riguarda l’emergenza sanitaria, sul quale il direttore e il comandante mi hanno rivolto un appello: l’assenza di specialisti della Asl all’interno del carcere appare urgente.
La sanità penitenziaria è di competenza regionale e la Regione Umbria non può sottrarsi alle proprie responsabilità. La mancata presenza della Asl, oltre a generare disservizi cronici, non ha fornito alcun supporto concreto nemmeno dopo i gravissimi danni subiti dall’istituto a seguito dei disordini del 30 dicembre. Un’assenza che pesa sulla sicurezza, sui costi e sulla dignità di chi lavora e vive all’interno del carcere. Anche il servizio di guardia medica risulta insufficiente: l’assistenza sanitaria interna è garantita solo dalle 8 alle 20 da medici a parcella, mentre nelle successive dodici ore una comunità di circa 130 detenuti è affidata alla guardia medica esterna, già oberata dalle esigenze della cittadinanza.
Questo vuoto sanitario notturno è inaccettabile e potenzialmente pericoloso. Nonostante le criticità, ho trovato un istituto che persegue l’obiettivo della riabilitazione: le officine sono ben attrezzate e possono svolgere a pieno il loro ruolo nell’insegnamento di mestieri e nel reinserimento sociale, ma queste attività sono possibili solo con il sostegno del personale di sorveglianza. La sicurezza negli istituti penali è un presupposto non negoziabile per il benessere di agenti, personale sanitario e detenuti. Come Lega continueremo a portare avanti battaglie di buonsenso e a fare la nostra parte, ma pretendiamo che anche la Regione Umbria si assuma le proprie responsabilità sulla sanità penitenziaria”.
Così in una nota l’onorevole della Lega, Riccardo Augusto Marchetti








