
ORVIETO – Nel giorno in cui il Mondo ricorda la tragedia della Shoah, il Comune di Orvieto ha donato due “Alberi della Memoria” alle scuole della città per trasformare il ricordo in un segno vivo.
Due esemplari di bagolaro, o celtis australis, sono stati consegnati questa mattina all’Istituto Scientifico e Tecnico “Majorana-Maitani” e all’Istituto Artistico Classico e Professionale di Orvieto. Presenti il sindaco Roberta Tardani, il vicesindaco Stefano Spagnoli, l’assessore all’Istruzione, Alda Coppola, la dirigente del “Majorana-Maitani”, Lorella Monichini, la dirigente dell’Iisacp, Cristiana Casaburo, e una rappresentanza degli studenti dei due istituti.
“Con la consegna dell’Albero della Memoria alle scuole superiori di Orvieto abbiamo voluto trasformare il ricordo in un gesto concreto e duraturo. Un simbolo vivo che affida ai ragazzi la responsabilità di custodire la memoria di una delle pagine più drammatiche della storia e di farne un insegnamento quotidiano. Perché la pace, il rispetto, la dignità della persona e i valori democratici non solo siano radicati nel presente e nel futuro della nostra comunità ma vengano curati e coltivati proprio come un albero”, ha detto il sindaco Tardani che ha ricordato agli studenti anche la storia di Michelangelo Onigi, l’ex agente di Polizia sopravvissuto al campo di concentramento di Buchenwald al quale nei giorni scorsi l’amministrazione comunale ha consegnato le chiavi della città in occasione del suo 105esimo compleanno.
Al Liceo scientifico, dove era in corso l’assemblea di istituto con la visione del film “Norimberga”, l’albero è stato idealmente preso in custodia dalle ragazze e dai ragazzi della classe 2L1 e sarà piantato nelle prossime settimane nel piazzale del polo scolastico di Ciconia a ridosso dell’istituto tecnico Maitani.
“Ringraziamo il Comune di Orvieto per aver avuto questa idea”, ha detto la dirigente Lorella Monichini. “Anche noi riconosciamo nell’albero questo valore – ha aggiunto – le classi hanno piantato degli alberi nel nostro istituto per imparare il concetto di prendersi cura e abbiamo una magnolia in ricordo di una cara collega che non c’è più. La memoria di quello che è accaduto è importante, può sembrare retorico ma in realtà non è scontato se osserviamo quello che avviene in altre parti del Mondo, anche vicine a noi, dove evidentemente non si ha memoria della storia. Per questo su voi giovani noi investiamo molto”.
All’istituto Majorana-Maitani sono in programma altri due appuntamenti in occasione della Giornata della Memoria: il 30 gennaio la conferenza con Ambra Laurenzi e Stefano Corradino “I bambini di Terezin” e il 5 febbraio l’incontro con Anna Foa, autrice del libro “Il suicidio di Israele”, premio Strega 2025.
Anche al Liceo artistico questa mattina si è svolta un’assemblea di istituto con un momento di approfondimento sul tema della Shoah. Nel piazzale della scuola, durante la consegna dell’Albero della Memoria, la rappresentante di istituto Sara Pancrazi ha letto una lettera scritta per l’occasione
“Le radici di questo albero – ha detto la giovane studentessa – si legheranno a questa terra, la attraverseranno, resteranno, anche quando passerà il tempo. Anche quando noi cambieremo, le radici continueranno a vivere sotto i nostri passi. La memoria di questo giorno in particolare funziona allo stesso modo. Non può restare in superficie, non può limitarsi ad un giorno solo. Deve mettere radici profonde dentro di noi, perché ciò che è accaduto non venga mai cancellato né banalizzato. Le persone che ricordiamo oggi avevano una storia, una famiglia, una casa, degli oggetti e dei sogni. Furono privati del nome, della dignità e della possibilità di lasciare traccia. Oggi, piantare qualcosa in loro memoria è un gesto opposto, è scegliere di ricordare, di dare continuità, di restituire un segno. Questa pianta crescerà qui, nella nostra scuola, il luogo in cui impariamo chi siamo e chi vogliamo diventare. Un giorno sarà un po’ più grande, ogni giorno, chissà, magari ogni anno, sarà ancora qui e ci ricorderà che il passato non è qualcosa da impugnare, non è solo una pagina di storia, ma è anche una responsabilità che passa anche da noi. Ricordare non significa stare fermi a guardare il passato. Significa costruirsi delle radici abbastanza forti da non ripetere gli stessi errori, da riconoscere l’ingiustizia quando la vediamo e da non voltare lo sguardo. Significa proprio non restare indifferenti. Significa scegliere ogni giorno anche da che parte stare. Come questa pianta anche la memoria ha bisogno di cura. Se la trascuriamo si indebolisce, invece se la coltiviamo diventa parte di noi e ci rende più consapevoli. Che queste radici restino qui per sempre e che anche il ricordo resti con noi, salto, vivo e impossibile da sradicare”.
“Faremo in modo che questo albero diventi la casa di tutti”, ha chiosato la dirigente Cristiana Casaburo.
L’Albero della Memoria sarà piantato nel giardino del piazzale della scuola dove i ragazzi hanno già realizzato l’Aiuola del Ricordo dedicata alle vittime dell’Olocausto. Qui, proprio questa mattina, è fiorito con largo anticipo uno dei piccoli fiori di Crocus che erano stati piantati dagli studenti.








