
Il dimensionamento scolastisco è un target del Pnrr che era stato concordato dal precedente Governo con la Commissione Europea e inserito tra gli obiettivi da raggiungere. Questa è un’esigenza che risponde alla logica di adeguare la rete scolastica all’andamento demografico. L’adeguamento non avrà impatto su alunni e famiglie e nemmeno sul sistema scolastico, nessun plesso verrà chiuso, nessun insegnante verrà licenziato e non verrà ridotta la qualità dell’insegnamento, bensì si ridurranno le reggenze.
Prima di tale riforma alcune scuole erano governate da uno stesso preside che era titolare in una e preposto come reggente in un’altra. Con l’unificazione giuridica degli istituti ci sarà una sola titolarità, così da creare semplificazioni burocratiche venendo meno la duplicità degli atti amministrativi. Meno burocrazia uguale procedure più snelle.
La Regione Umbria, al pari delle altre, aveva piena autonomia nel decidere quali istituti accorpare (all’interno dei criteri previsti dalla legge), ma purtroppo non ha rispettato le scadenze previste… Il dimensionamento prevede tempi stabiliti da legge, un blocco da parte di una regione può comportare ritardi sul pagamento dell’ultima rata del Pnrr e questo l’Italia non può permetterselo. Da qui l’esigenza da parte del Governo di agire in via sostitutiva verso quelle Regioni che non hanno fatto i “compiti a casa”. Strumentalizzare l’iniziativa dell’Esecutivo guidato da Giorgia Meloni per alzare polemiche fine a se stesse, così da nascondere le inefficienze della Giunta Regionale, non fa il bene dei cittadini confusi dalle tante fake news che girano incluse le ricostruzioni non corrette che abbiamo letto pochi giorni f sulla stampa con una lettera inviata dal sindaco di San Venanzo Marsilio Marinelli.
Lista Civica San Venanzo Viva








