In un momento storico particolarmente turbolento, in cui dominano incertezze politiche, evidenti sfaldamenti dei tradizionali equilibri internazionali, con tanto di corse al riarmo, che ricordano quanto occorso nel 1913 e nel 1938, visioni egemoniche plutocratiche, che frantumano riferimenti istituzionali consolidati e calpestano regole e trattati, l’unica soluzione è la formazione di un’Unione Europea Federale. Il segretario del Movimento Federalista Europeo di Orvieto, Francesco M. Della Ciana, si esprime con toni piuttosto vigorosi riguardo alle situazioni storiche e politiche di questo periodo:
Che l’Europa stia naufragando è sotto lo sguardo attonito di pochi sbigottiti. Molti addirittura sembrano contenti, non sapendo a che cosa stanno andando incontro. Non si tratta di un naufragio strutturale delle istituzioni, ma della mancata realizzazione di quel progetto unitario, che aveva vivificato i contesti politici, sociali e culturali del continente all’indomani del secondo conflitto, con tanta voglia di ricostruire, in un clima di solidarietà, attivismo e consenso popolare. Purtroppo incombe il Basso Impero, con tutti i superficialismi della degenerazione generalizzata. Malgrado tanti sapienti, esperti economisti, politici di razza, sociologi ben presenti, nulla cambia, nella bieca prostrazione a sentori fatalistici di ineluttabile avversità. È come se qualcuno stesse per esser travolto da un mezzo pesante eppure, rendendosi conto di quanto stia accadendo, resti impietrito, continuando nelle ciance, tra distinguo e volenterosi, burocrazie e proclami inascoltati.
Non v’è più alcun dubbio su quel che sta delineandosi per i prossimi periodi. Di sicuro, nulla di confortante, ma gli zoccoli inamovibili dei nazionalismi, dei protagonismi, degli interessi particolari, delle visioni limitate di figure scadenti degli odierni scenari politici, che proseguono impenitenti nel loro percorso di perdizione, non potranno che determinare il declino. Diverremo sudditi delle cosiddette grandi potenze, quelle nuove o quelle conosciute, immersi in politiche che non sono più politiche, ma scialbi meccanismi di scaltre economie, che stanno portando a un sistema autocratico, personalistico aggressivo mai registrato in precedenza. Se in passato vigevano comunque dinamiche più o meno perverse tra politica ed economia, con la scomparsa delle ideologie tradizionali, di categorie politiche stabili, si è entrati in un periodo melmoso di confusa transizione, in cui l’unica certezza è il trionfo della vil pecunia, che dirige, come senza regole, le scelte politiche a livello globale.
Non sembra che siamo consapevoli di quanto attende: o servi di futuri assetti, che sanno tanto di dolorosi trascorsi non ancora ben delineabili o artefici motivati e fervorosi di un nuovo ordine mondiale. Si è indugiato sin troppo, badando a beceri orticelli nazionalistici, ordini e sicurezze d’altro tempo, con responsabili di Stati o di Governi che, da soli o ben accompagnati, si spacciano tuttora per rappresentanti di un’Europa che non c’è, ancora di fatto ancorata alle volontà delle singole Nazioni. Niente più guerre fredde, blocchi contrapposti, diplomazie e disgeli, adesso soltanto convergenze economiche e commerciali, smaniose affermazioni di dominio, rinnovati appelli per nazionalismi deteriori. Con politichette deboli, come sempre è stato, si erge la voce di chi si fa sentire, figure che dicono di esser capaci di risolvere ogni questione. Il preludio del disastro. Ecco grida, quell’intenso parlottio ripetitivo e irresoluto, propagande scellerate, ingenti spese militari, che sarebbero più che condivisibili se gestite e programmate a livello comunitario, continue conferenze di pace che non portano a nessuna pace… 1913, 1938 e… ?
Intense perturbazioni di origine atlantica e orientale da tempo stanno addensandosi minacciose, dirigendosi verso l’Europa, con fenomeni inusuali, che potrebbero dar luogo a precipitazioni definitive. Si tratta di densi bassi strati, che inevitabilmente determineranno cambiamenti, se non stravolgimenti, nei climi politici, economici e commerciali, financo culturali di Paesi impegnati in pressapochismi inconcludenti. Non sono tristi presagi ma, come un tempo due Stati potenti e di opposte ideologie si spartirono i territori polacchi, nulla toglie che yankee e i loro un tempo antagonisti si accordino, se non accordati, per prendersi, con o senza armi, così una dopo l’altra, porzioni continentali di antichi, gloriosi popoli, come dimentichi delle loro rifulgenti culture.
Una disdetta, da non crederci, eppure assistiamo stupiti alle kermesse di sedicenti, perplessi statisti che, invece di unir le forze per fronteggiare un nuovo temibile, ormai ben decifrabile, malgrado vengano colpiti dai continui attacchi di un neo imperialismo devastante, proseguono indefessi in sterili contrapposizioni interne, in vaghi tentativi di approcci unitari. Gli europei sono da tempo stati avvertiti di tali mutamenti, che hanno tutti i caratteri dell’emergenza, ma non sembra che, almeno è un’impressione condivisa da molti, chi di dovere abbia una visione ragionata dell’imminente catastrofe. Si assiste ancora alla sommessa, modesta formulazione di fumose misure difensive, lamentose strategie risolutive, quelle dei piccoli passi, cornici avvilenti e sconcertanti di volontà di inazioni che, considerate le situazioni attuali, destano sgomento e riprovazione.
L’unica soluzione è quella di un’Europa forte, solidale e politicamente ben rappresentata. Un’Europa federale, con un presidente federale, forze armate federali, economia e sistema fiscale federali, politica estera federale, il resto gestito dai singoli Stati. Sembrano le vie più semplici da seguire ma, seppur intraprese, non vengono portate a termine, non giungono a degne concretizzazioni… chissà perché, ma forse i perché sono ben individuabili. Saremmo i più potenti, nelle logiche devastanti di volontà di potenza, ma non vogliamo esserlo, ma dobbiamo esserlo, perché vengano preservati gli ideali di uguaglianza, giustizia e solidarietà, che stanno a fondamento delle nostre storiche democrazie. Va riscoperta un’Europa spirituale testimoniata, aperta all’ascolto e al dialogo edificante, tollerante e maestra di virtuosi intenti.
Ma le cose son ben diverse e ne paghiamo le conseguenze. Chi si adagia su atlantismi, che stanno frantumandosi sotto il peso dell’età e di nuove visioni mondiali o addirittura non esistono più, altri che, da cristiani, non si sa bene per quali motivi, si infervorano, sedotti da nuovi stranieri dittatori, masse uniformate, che assistono inerti al corso degli eventi, sperse e cieche, ben addestrate a comuni inconcludenze. Si notano pure quelli che agitano dall’interno, per disintegrare quanto di valido ancora risulti di un programma continentale studiato e costruito da Illustri figure di recenti passati, che purtroppo non sono più reperibili nel mercato della vacuità proclamatoria e declamatoria di un odierno confuso e sconsiderato.
Si innalzino i sentimenti nazionali, ben diversi dai pericolosi nazionalismi, rafforzati da un’unione federale che costituisce l’unica via di salvezza dall’ormai evidente decadenza di un Occidente disorientato, confuso e rammollito di fronte ai cambiamenti rapidi, epocali di mondi che pare non si riconoscano più, che spesso lasciano sgomenti. Serve un’Europa nuova, un’Europa politica, culturale e spirituale. Vanno riscoperti e difesi i valori fondanti delle nostre comunità. Una federazione europea, per un’utopica, ma straordinaria federazione mondiale, di pace, concordia e prosperità.
Le utopie sembrano qualcosa di irraggiungibile e non concretizzabile, ma determinano scuotimenti di anime e meravigliosi percorsi di ordine e progresso per interi popoli. Sentiamoci sempre più europei e cittadini, legati alle nostre culture e aperti a tutte le altre, senza visioni pregiudiziali o pericolose accettazioni incondizionate. Di guerre se ne son viste e se ne vedono purtroppo in gran quantità, cerchiamo di non ripercorrere le strade sbagliate di un passato che rattrista e sconforta. Non dimentichiamo che la serenità delle democrazie non è mai un dato certo, ma una conquista difficile, che va mantenuta e salvaguardata. Che non si ripetano gli errori del tempo che fu, che si trovino ponti per il dialogo e per lo sviluppo. In particolare, lo dobbiamo alle giovani generazioni, che non meritano nuove sofferenze e inutili disastri. Tutti uniti nel federalismo.
https://federalists.eu/time-for-an-eu-declaration-of-independence/
Tra i sottoscrittori della EU Declaration of Independence, illustri esponenti della politica europea
Guy Verhofstadt, President of the European Movement International, former Prime Minister of Belgium, former Member of the European Parliament (Belgium)
Domènec Ruiz Devesa, President of the Union of European Federalists, former Member of the European Parliament (Spain)
Josep Borrell Fontelles, former High Representative of the European Union for Foreign Affairs and Security Policy and former President of the European Parliament (Spain)
Danuta Hübner, economist, former European Commissioner for Regional Policy, former Member of the European Parliament (Poland)
Enrico Letta, President of the Jacques Delors Institute, former Prime Minister (Italy)
Hans-Gert Pöttering, former President of the European Parliament (Germany)
Pascal Lamy, former Director-General of the World Trade Organization, former European Commissioner for Trade (France)
Paolo Gentiloni, former European Commissioner for Economy, former Prime Minister (Italy)
Isabelle Durant, former Vice-President of the European Parliament, former Acting Secretary-General of the United Nations Conference on Trade and Development (Belgium)
Othmar Karas, former First Vice-President of the European Parliament (Austria)
Mercedes Bresso, former President of the European Committee of the Regions and former Member of the European Parliament (Italy)
Rosen Plevneliev, former President of the Republic (Bulgaria)
Petre Roman, former Prime Minister (Romania)
Sylvie Retailleau, former Minister for Research and Higher Education (France)
Enrique Barón Crespo, former President of the European Parliament (Spain)
Klaus Hänsch, former President of the European Parliament (Germany)
Monica Frassoni, President of the European Centre for Electoral Support (ECES), former MEP (Italy and Belgium)
Moritz Hergl, President of the Young European Federalists (Germany)
Brando Benifei, MEP, former President of the Spinelli Group (Italy)
Daniel Freund, MEP, former President of the Spinelli Group (Germany)
Sandro Gozi, MEP, former President of the Spinelli Group (Italy and France)
Richard Corbett, former MEP, co-rapporteur on the Constitutional Treaty and on the Lisbon Treaty (United Kingdom)
Elmar Brok, Former MEP, former President of the Spinelli Group (Germany)
Jo Leinen, former MEP, former President of the European Movement International (Germany)
Andrew Duff, former Member of the European Parliament, former President of the Union of European Federalists (United Kingdom)
Virgilio Dastoli, President of the Consiglio Italiano del Movimento Europeo and collaborator of Altiero Spinelli (Italy)
Francesca Ratti, former Deputy Secretary-General of the European Parliament (Italy)
Raphaël Glucksmann, Member of European Parliament (France)
Katalin Cseh, Member of the European Parliament, Member of Spinelli Group (Hungary)
Petras Austrevicius, Member of the European Parliament, Executive Board Member of Spinelli Group (Lithuania)
Patrizia Toia, Member of the European Parliament, Member of Spinelli Group (Italy)
Toomas Hendrik Ilves, Former President of Estonia, former MEP and as foreign minister, head of negotiations to EU Accession (Estonia)
Francesca Romana D’Antuono, Co-President VOLT Europa (Italy)
Fabien Chevalier, Secretary General Jean Monnet Association (France)
Beatrice Covassi, Former Member of the European Parliament, President Io Parlo Europa (Italy).
Christos Floros, Founder of Monnett, Social Media Made in Europe and President of DP International (Luxembourg)
Reinier van Lanshot, Member of European Parliament Greens/EFA, Volt (Netherlands)
Per quanto riguarda i federalisti:
Domènec Ruiz Devesa, President of the Union of European Federalists, former Member of the European Parliament (Spain)
Chloé Fabre, President of the Union of European Federalist – France (France)
Roberto Castaldi, professor, Secretary General of the Movimento Federalista Europeo (Italy)
Luisa Trumellini, President of Movimento Federalista Europeo (Italy)
Gabriele Bischoff, President of the Spinelli Group, Member of the European Parliament (Germany)
Moritz Hergl, President of the Young European Federalists (Germany)
Aurore Laloux, President of the Young Europeans France (France)
Christelle Savall, former President of Young European Federalists (Luxembourg)
Michele Finelli, Associazione Mazziniana Italiana (Italy)









