Il 9 febbraio Coro ospiterà una cena a quattro mani tra Ronald Bukri e Sebastián Jiménez, chef di Ræst, ristorante delle Isole Faroe noto per il suo lavoro sulle fermentazioni e sulle tecniche di conservazione tradizionali nordiche, che nella sua cucina si intrecciano con influenze e sapori messicani legati alle sue origini.
Chef Sebastián Jiménez, 30 anni, vanta già riconoscimenti internazionali: nel 2025 ha ricevuto il “Next Gen Award” ai The Best Chef Awards, che lo segnala come uno dei talenti emergenti più promettenti della scena gastronomica mondiale. Prima di prendere le redini di Ræst nel 2023, ha affinato la sua tecnica presso KOKS, iconico ristorante due stelle Michelin dalle Isole Faroe, che grazie al suo lavoro ha messo le Isole sulla mappa gastronomica del mondo.
La serata nasce dall’idea di un incontro tra due terre lontane con tradizioni e sapori distanti ma che in un mondo cosmopolita si incontrano senza cercare sintesi né fusione, ma dialogo. Da questa unione nasce una serata memorabile che esplora differenze e soprattutto complementarietà, raccontando una cucina dove non esistono confini in cui creatività, pensiero e innovazione viaggiano liberamente in tutto il mondo.
La cucina dello chef Bukri, tecnica ma mai artificiosa, in costante evoluzione e fortemente ispirata dal mondo vegetale, è un simbolo della libertà di pensiero. Un approccio che rifiuta il superfluo e lavora per sottrazione, con l’obiettivo di raggiungere equilibrio e chiarezza del gusto. Alle Isole Faroe, invece, Sebastián Jiménez guida la brigata di Ræst in un contesto estremo, dove la scarsità di risorse ha storicamente reso fondamentali le tecniche di conservazione. Accanto a questo elemento centrale, Jiménez porta nella cucina di Ræst una costante influenza messicana, che arricchisce l’esperienza gastronomica con prodotti, preparazioni, sapori e profumi legati alla sua cultura di origine.
La cena a quattro mani del 9 febbraio alterna due visioni: non si tratta di una fusione, ma di un confronto tecnico e culturale. La complementarietà non è costruita sulla somiglianza, ma sulla differenza: ciò che in una cucina è sottrazione, nell’altra è stratificazione; ciò che nasce da un contesto estremo, nell’altra trova equilibrio e misura.
Il risultato è una serata che racconta come la cucina contemporanea possa essere spazio di confronto tra culture, capace di superare i confini geografici senza perdere identità. Un incontro che non cerca compromessi, ma valorizza le distanze, trasformandole in un’esperienza gastronomica unica e irripetibile.









