“Condividiamo appieno i contenuti della nota diffusa, oggi, da Nova. Stiamo assistendo a un progressivo isolamento del nostro territorio, in termini di collegamenti ferroviari, con conseguente impoverimento dello stesso, perdita di flusso turistico, appeal a livello residenziale, ma soprattutto con un disagio crescente che si trovano a vivere i tanti che ogni giorno devono spostarsi per studio, lavoro, impegni familiari”. Così il Comitato Pendolari Roma-Firenze.
“Torniamo a ringraziare l’Amministrazione Comunale di Orvieto e la Regione Umbria, nella persona dell’assessore ai Trasporti Francesco De Rebotti – affermano i pendolari – per l’impegno sinora profuso nel tentativo di difendere condizioni di viaggio civili, anche in relazione ai costi del trasporto su rotaia che aumentano costantemente e che non sono affatto parametrati al servizio offerto.
Visto che i nostri interlocutori, nello specifico RFI, Trenitalia e il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, non hanno accolto le nostre istanze, torniamo ad invitare l’Amministrazione Comunale, la Regione e le Amministrazioni dei Comuni interessati a mobilitarsi nel rispetto dei residenti/utenti, ma anche e soprattutto di un territorio a rischio di spopolamento”.
Facciamo eco all’invito di Nova affinché le istituzioni si facciano promotrici di iniziative di protesta forti, visibili ed eclatanti. Un confronto non è più rinviabile: occorre arrivare, in tempi brevi, ad un ripristino almeno di collegamenti diretti e tempi di percorrenza adeguati, oltre all’incremento di treni che fermino a Orvieto in determinate fasce orarie ad oggi totalmente sguarnite. Ci uniamo in questo appello alla presidente della Regione Stefania Proietti, all’assessore regionale Francesco De Rebotti, al sindaco di Orvieto Roberta Tardani e a tutti gli amministratori dei territori limitrofi per l’organizzazione di una mobilitazione che dia forza alle nostre istanze. Un’unica voce in difesa dei diritti dei cittadini che devono poter vivere anche nelle aree limitrofe alle metropoli e condurre una vita normale”.









