È stato siglato un protocollo d’intesa tra Anci Umbria e le organizzazioni sindacali regionali (Cgil, Cisl, Uil, Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil) con l’obiettivo di definire linee guida condivise per una contrattazione sociale territoriale forte, inclusiva e coerente con i principi costituzionali. Un accordo che pone al centro la persona, la giustizia sociale e la dignità della vecchiaia. La firma è avvenuta mercoledì 28 gennaio presso la sala Pagliacci della Provincia di Perugia, alla presenza di Federico Gori, presidente di Anci Umbria, e degli altri firmatari del protocollo: Maria Rita Paggio, segretaria generale della Cgil Umbria, Angelo Manzotti, segretario generale della Cisl Umbria, Maurizio Molinari, segretario generale Uil Umbria, Andrea Farinelli, segretario generale dello Spi Cgil Umbria, Dario Bruschi, segretario generale dello Fnp Cisl Umbria (che per l’occasione della sottoscrizione è stato sostituito da Francesco Ferroni, segretario provinciale di Perugia), Elisa Leonardi, segretaria generale della Uilp Uil Umbria.
“Questa intesa – ha dichiarato Federico Gori – si fonda sulla convinzione che il benessere dei cittadini, e in particolare della popolazione anziana, non rappresenti un costo, ma una risorsa viva per le comunità locali. Solo attraverso un confronto costante è possibile dare risposte concrete ai bisogni delle persone. La popolazione umbra, tra le più anziane d’Italia, vive una condizione di crescente fragilità, soprattutto nelle aree interne e nei piccoli comuni. I servizi sanitari e sociali faticano a rispondere ai bisogni emergenti, i medici di base sono sempre meno presenti nei territori periferici e i carichi di cura ricadono spesso sulle famiglie, in particolare sulle donne. Con questo protocollo si intende programmare iniziative comuni che favoriscano l’approfondimento e l’applicazione dei contenuti condivisi”.
Il protocollo affronta sette ambiti tematici: relazioni sindacali, politiche fiscali e tributarie, servizi sociali e sanitari, residenzialità e abitare sociale, partecipazione e cittadinanza attiva, trasporto pubblico e mobilità, digitalizzazione e accesso ai servizi.
“Questo protocollo – hanno affermato anche i rappresentanti delle organizzazioni sindacali – aggiorna l’intesa già esistente tra Anci Umbria e le sigle sindacali. Nasce dalla consapevolezza che il confronto tra istituzioni e rappresentanze sociali sia oggi ancora più decisivo per garantire coesione, diritti e dignità, in una fase storica segnata da forti disuguaglianze, invecchiamento demografico, tagli al welfare e profonde trasformazioni sociali e tecnologiche. Con questa intesa le parti si impegnano a programmare iniziative comuni che favoriscano l’approfondimento e l’applicazione dei temi trattati”.
Le aree tematiche del protocollo
- Relazioni sindacali: promuovere relazioni strutturate attraverso un calendario annuale di incontri con le amministrazioni comunali, per discutere preventivamente atti di bilancio, piani sociali e principali scelte in materia di servizi e tributi locali, con l’intento di finalizzare accordi.
- Politiche fiscali e tributarie: favorire una fiscalità progressiva, con soglie di esenzione e riduzioni su Irpef comunale e Tari per le fasce più deboli; condividere criteri di equità e trasparenza nelle tariffe dei servizi pubblici locali; sollecitare accordi tra Comuni e Agenzia delle Entrate per contrastare l’evasione fiscale.
- Servizi sociali e sanitari: potenziare i servizi socio-sanitari territoriali, rafforzando assistenza domiciliare, integrazione sociosanitaria e sostegno ai caregiver; valorizzare consultori e centri antiviolenza nell’ambito delle politiche di genere; condividere strumenti di valutazione della spesa sociale, con attenzione al finanziamento del Prina e ai servizi per gli anziani non autosufficienti; rafforzare la rete dei servizi nei distretti e nelle aree interne, favorendo il confronto nella progettazione legata ai finanziamenti nazionali.
- Residenzialità e abitare sociale: verificare e valorizzare il patrimonio Erp inutilizzato, garantendo criteri di assegnazione trasparenti e inclusivi; sostenere l’accesso alla casa tramite fondi affitto e soluzioni abitative innovative per anziani soli.
- Partecipazione e cittadinanza attiva: promuovere il coinvolgimento degli anziani nella vita comunitaria, anche attraverso consulte o organismi di rappresentanza; incentivare iniziative di socializzazione e contrasto alla solitudine.
- Trasporto pubblico e mobilità: favorire l’accessibilità al trasporto pubblico per anziani e persone fragili, anche con forme agevolate o gratuite; garantire servizi di mobilità verso strutture sanitarie e sociali, soprattutto nelle aree a bassa densità.
- Digitalizzazione e accesso ai servizi: contrastare il digital divide tra gli anziani attraverso alfabetizzazione digitale, sportelli di assistenza e agevolazioni per l’accesso alle tecnologie.









