Sarà presentata sabato 31 gennaio alle ore 17, nella Sala del Carmine di Orvieto (via Loggia dei Mercanti) l’iniziativa “Qui non ho visto farfalle” – organizzata dall’associazione Lettori Portatili con ANED e con il supporto del Filo di Eloisa – con cui si vuole ricordare la storia di quindicimila bambine e bambini rinchiusi nella cittadella fortificata di Terezin, a sessanta chilometri da Praga, prima di finire la loro esistenza nelle camere a gas del campo di sterminio di Auschwitz. La città di Terezin – sorta per volere dell’Imperatore Giuseppe II d’Austria che le diede il nome di sua madre, Maria Teresa – durante la seconda guerra mondiale divenne il luogo della fame e della paura, perché lì molti ebrei d’Europa vennero rinchiusi per essere poi inviati ai campi di sterminio.
Obiettivo dell’iniziativa dei Lettori Portatili nell’annuale Giornata della Memoria è dare visibilità ad una storia terribile e inquietante che testimonia uno dei tanti strumenti attraverso i quali il nazismo ha attuato il suo programma genocida. Si vuole inoltre e soprattutto ricordare – con un pensiero ai bambini vittime della guerra di Gaza – il destino di quelle migliaia di piccoli reclusi e rendere merito all’abnegazione della loro insegnante, Friedl Dicker-Brandeis, anch’essa detenuta che, per non volerli abbandonare in quell’ultimo viaggio, come loro finirà nelle camere a gas di Auschwitz.
Tramite il suo insegnamento, i ragazzi hanno avuto la possibilità di elaborare la loro terribile esperienza attraverso la realizzazione di disegni e la composizione di poesie. L’iniziativa inoltre vuole mettere in rilievo anche un altro aspetto, oggi quanto mai attuale: quello della manipolazione dell’informazione.
Infatti a Teresin fu solo attuata una messa in scena, da presentare alla Croce Rossa Internazionale, per dimostrare la condizione degli ebrei reclusi e la distribuzione degli spazi occupati, sicché sembrava che gli uomini e le donne svolgessero regolare attività lavorativa o nell’artigianato, le camerate sembravano dignitose e pulite ed erano luogo di convivialità, lo svago era assicurato da rappresentazioni teatrali e concerti.
Purtroppo i partecipanti a questa rappresentazione furono inviati direttamente alle camere a gas di Auschwitz. L’evento, pubblico e gratuito, rientra in un lavoro di divulgazione destinato alle scuole e sarà introdotto da Ambra Laurenzi, ideatrice del progetto coordinato da Cristina Ubaldini e Laura Pettiti. Durante la serata sono previsti interventi musicali di Caterina Santori e la partecipazione della scrittrice Laura Ricci.








