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Home Cronaca

La resa della Sanità orvietana: “Costretti ad accontentarci”

Redazione by Redazione
11 Dicembre 2025
in Cronaca, Secondarie, Archivio notizie
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di PrometeOrvieto

Bisogna ripartire dall’ultima Commissione Sanità e dalle parole del Dott. Noto (DG USL Umbria 2). Durante la sua relazione sulle difficoltà di reperire risorse per l’Ospedale di Orvieto, sembrerebbe emerso un quadro oltremodo raggelante. Il concetto che parrebbe essere stato espresso è: la cronica difficoltà di attrarre eccellenze ad Orvieto rischia di costringerci ad abbassare l’asticella, portando la struttura ad “accontentarsi” di profili professionali meno qualificati, pur di coprire i servizi.

Eppure, i dati dell’ultimo rapporto Agenas dimostrano che Orvieto, quanto a qualità delle cure (riuscendo ad arrivarci a dette cure), è una delle strutture dell’Umbria in miglioramento. Incomprensibile sarebbe dunque trascurare l’ospedale di Orvieto. A questo punto, però, necessario ed opportuno appare un intervento da parte del funzionario appena menzionato volto a confermare od a smentire quanto, sperando di aver capito male, avrebbe detto.

La conferma comporterebbe un’ammissione di “mediocrità programmata” a cui nessuno dei politici presenti avrebbe avuto la forza di obiettare e che spiegherebbe, meglio di mille analisi, perché il mantra politico dell’Ospedale di Orvieto come “DEA di Primo Livello” sia ormai solo sulla carta.
Se la premessa della dirigenza fosse “sperare di limitare i danni”, i risultati non potrebbero che essere quelli che i numeri certificano impietosamente: un crollo del 25% delle prestazioni e dei volumi. L’ospedale si svuota non per caso, ma per scelta o incapacità gestionale, lasciando ai cittadini l’alternativa tra liste d’attesa o la fuga verso il privato.

La conferma di questa “filosofia al ribasso” si tocca con mano scorrendo la lista delle carenze sistemiche:

  • Chirurgia: In tutta la USl Umbria 2 abbiamo l’unico ospedale di Primo Livello con totale assenza della chirurgia robotica. Senza questa tecnologia standard, che migliora la qualità e dimezza i tempi di degenza, siamo tagliati fuori dalla medicina moderna: i pazienti scappano e i giovani chirurghi non vengono.
  • Urologia: Continuiamo a non avere un reparto strutturato, anche qui unico DEA I livello della usl Umbria 2. I disagi per i cittadini sono enormi: nonostante le nostre numerose segnalazioni, i pazienti vengono indirizzati verso strutture in luoghi spesso irraggiungibili. È paradossale vedere i rappresentanti locali non accorgersi del problema e gridare addirittura al “risultato” per un medico che viene una volta a settimana, quando nel privato ne troviamo quattro a disposizione nel medesimo periodo di tempo. Tutti i concorsi banditi sono andati a vuoto, col sospetto che siano stati fatti soltanto per prendere tempo e vendere fumo.
  • Ortopedia: Da anni manca il primario ed il reparto è sottorganico. Ci continuano a raccontare la favola dell’ospedale di “emergenza-urgenza”, ma la realtà è che chi subisce un trauma deve abbastanza spesso essere trasferito altrove perché la nostra struttura non è in grado di agire.
  • Pediatria: Il numero dei parti è costantemente in calo e l’attrattività verso altri territori diminuisce anno dopo anno. Il reparto è attualmente mantenuto in vita solo grazie a una deroga: una situazione precaria su cui possiamo solo sperare che duri, ma che non offre alcuna garanzia strutturale per il futuro.
  •  Investimenti al palo: Persino l’opportunità irripetibile del PNRR è stata sprecata. L’ampliamento del Pronto Soccorso è saltato, finendo nel grande libro delle promesse.

Il quadro finale che emergerebbe è invece quello di una resa totale ed incondizionata avallata da dirigenti e politici locali. È per questa ragione che condividiamo a pieno l’iniziativa di questi giorni lanciata dal C.O.S.P. ed invitiamo tutti i cittadini a firmare la petizione per la salvaguardia ed il rilancio del nostro ospedale.

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