
Eccoli, puntuali come sempre. La Giunta risponde alla nostra “analisi parziale” sulla deliberazione della Corte dei Conti, e lo fa rispolverando due grandi classici delle scuse politiche: In primis “la colpa è di chi c’era prima”; poi “qualche frase positiva nel rapporto c’è”. Ma attenzione: i presunti “progressi” che oggi la Giunta pensa di propinarci sono le stesse giustificazioni che la Giunta ha fornito alla Corte. E sono proprio quelle difese ad aver rafforzato il giudizio negativo!
Noi di Proposta Civica prima non c’eravamo, e non abbiamo bisogno di selezionare citazioni comode. Invitiamo tutti a leggere la deliberazione per intero e giudicare da soli. Vediamo però punto per punto perché le scuse della Giunta non reggono.
- La Giunta dice di aver acquistato un software gestionale nel 2024. Peccato che l’obbligo di controlli esista da anni, e che la Giunta Tardani fosse in carica già dal 2019. Il vero problema, sottolinea la Corte, non è però il software in sé, ma l’assenza di regole, responsabilità e controlli concreti nel suo utilizzo. Inoltre, la Giunta ha dichiarato alla Corte di non averlo usato ancora perché l’anno scorso c’erano le elezioni, ma è la stessa Corte a precisare che questa non è una giustificazione accettabile. Un Comune non può fermarsi ogni volta che si vota; il nostro a quanto pare sì.
- Dicono poi che hanno attivato la Carta dei Servizi. Vero, ma solo nel 2024 (di nuovo dopo cinque anni di governo), e solo per i servizi demografici. Nulla sui servizi fondamentali: trasporti, sicurezza, pulizia, lavori pubblici. È come se un’azienda dicesse “abbiamo un regolamento aziendale”… ma riguarda solo la mensa.
- Sulle partecipate la Giunta dice che “[…] la funzione di controllo e di indirizzo che il Comune di Orvieto esercita relazionandosi con tutta la parte pubblica di tali organismi”. E che si dicono in queste “relazioni”? Perché la Corte dei Conti (e noi con loro) vorrebbe sapere quali obiettivi precisi (qualità, costi, risultati) hanno dato alle partecipate del Comune, se ricevono i dati sulla qualità che queste producono, se li analizzano, se li usano per migliorare i servizi e, se sì, dove sono i risultati. Delle relazioni che si misurano a caffè e cene fuori non ce ne importa molto.
- Infine, il Sindaco si vanta delle indagini online di soddisfazione dei cittadini sui servizi comunali. Vi alleghiamo quella del 2024, si commenta da sola. Un’indagine con appena 369 risposte in un anno, quasi tutte su due soli servizi. Niente sui servizi sociali. Sulla qualità del verde pubblico, il giudizio è stato espresso da ben… due persone. Due! Tra l’altro è pure negativo. È questo il segnale che “tutto funziona”? Che si ascoltano i cittadini e si prendono azioni in base al loro livello di soddisfazione? Ci vuole coraggio a ritenersi soddisfatti da questa operazione, senza neanche ammettere che forse c’è qualcosa che non va. Imbarazzante.
In generale la Corte scrive: “Permane una tendenza a fornire giustificazioni di carattere formale che non sempre riflettono un profondo mutamento della cultura amministrativa […]”. Che è il modo che un’istituzione ha per dire che sono tutte scuse. La verità è semplice. La Corte dei Conti ha chiesto controlli veri: controllare se si spende bene, se i servizi funzionano, se la città migliora. La risposta non può essere lo scaricabarile o la propaganda.
Si risponde con atti concreti, con trasparenza, con responsabilità. Si risponde ai cittadini e alla Corte con un serio piano di azione che indichi tempi e modi per iniziare da domani a creare un vero sistema di controlli efficace e trasparente. Se non sapete rispondere nel merito, ditelo. Se voi non sapete governare, non chiedete a noi di rassegnarci.

Proposta Civica Orvieto








