
Per alcuni è stato il momento di prendere baracca e burattini, per diverse motivazioni, e andarsene. Per altri, nuotare in questo marasma centrista del dibattito politico, è stato visto come un ritorno. Per noi di Italia Viva è stata l’occasione per tendere ad una meta, quella di un centro-sinistra di cui esserne le fondamenta insieme ad altri. Per questo ci distinguiamo, pur avendo fatto convintamente una elezione dalla stessa parte, dal Patto avanti, come espressione partitica, avendo come obbiettivo, appunto, un centrosinistra vero.
Ci distinguono i valori e la maniera di fare politica, aperta al confronto e alleanze, seguendo ciò che è accaduto a Milano, ad Orvieto, a Perugia e Roma a cui hanno partecipato riformisti cattolici, del Pd, socialisti e ex democristiani (Margherita). La decadenza della democrazia di questi tempi non può essere superata senza la presenza forte dei riformisti in qualunque campo orbitino, a cominciare dai cattolici, dai socialdemocratici e liberali, unici a portare valori di fondamento per democrazie come le abbiamo conosciute nel novecento; certo occorre cambiare verso e rimodulare metodo e azioni consone a coinvolgere giovani, imprese e terziario nel nome del bene comune.
Mercoledì 5 marzo Italia Viva farà un format sui giovani a Roma e noi come umbri solleciteremo questo tema presso l’attuale governo regionale, da cui ci aspettiamo considerazione, confronto per le nostre idee e impegno, nonostante, a causa di contrapposizioni elettorali (impedimento al simbolo) di alleati e non, non siamo riusciti ad esprimere il consenso dimostrato dal nostro leader alle europee (4000 voti). Noi proseguiamo con perspicacia avendo all’interno uomini e donne di assoluto valore di interdizione politica,per questo italia viva deve far parte di questa evoluzione-proposta.
Animare una politica in comune è la premessa per un nuovo metodo, al di là delle forze in campo, condizione che poniamo per continuare un percorso politico di rimodulazione politico-economico dell’Umbria, il tutto avverrà con il rispetto delle parti. La discussione va spostata verso altri orizzonti come la distanza che intercorre nella concezione del potere come “influenza”, che ha l’obbiettivo di incidere sui comportamenti, o come “potenza” che pretende di modificare le regole del gioco o di chi è più forte; per noi vale il termine “influenza politica”. Da ultimo è l’ora che questi riformisti si coagulino e rendano evidenti proposte e azioni rendendo chiaro il campo che si vuole costruire e l‘interdizione politica, all’interno dei partiti esistenti o definirne uno nuovo.
Renato Piscini,
presidente provincia Terni Italia Viva








