ORVIETO – In occasione della Giornata Mondiale della Acqua, si è aperta al Pozzo di San Patrizio di Orvieto, l’esposizione della medaglia coniata nel 1534 per celebrare la costruzione dell’imponente opera di ingegneria idraulica voluta da Papa Clemente VII, rifugiatosi a Orvieto dopo il Sacco di Roma, e progettata dall’architetto Antonio da Sangallo il Giovane. Sul fronte della moneta realizzata dall’orafo e scultore Benvenuto Cellini, una delle rarissime copie esistenti e per la prima volta esposta a Orvieto, la scritta in latino “Ut bibat populus” (“Affinché il popolo beva”), un chiaro riferimento alla necessità di garantire l’approvvigionamento idrico alla città durante i periodi di assedio.
La mostra “Ut bibat populus”, che andrà avanti fino al 30 marzo negli orari di apertura del Pozzo di San Patrizio, è organizzata dall’assessorato alla Cultura del Comune di Orvieto nell’ambito dell’iniziativa “Storie di Pozze e di Radici” che ha coinvolto anche il Pozzo della Cava. Il complesso ipogeo del quartiere medievale è stato infatti la tappa finale del percorso che, partito dal Pozzo di San Patrizio, ha toccato i luoghi dell’acqua sulla rupe, visibili e non più visibili: il serbatoio della funicolare, la cisterna di San Domenico, gli scavi etruschi del Labirinto di Adriano, il “conservone” sulla Torre del Moro e il finto pozzo di Piazza dell’Erba.
Nelle grotte del Pozzo della Cava infine l’installazione artistica realizzata dagli studenti della 5C del Liceo Artistico “Livio Orazio Valentini”, dal titolo “Rabdomante – Il tempo della Terra, una radice in cerca dell’acqua”, sotto la direzione del professor David Arnaldo De Carolis e con la collaborazione dei professori Roberto Forlini e Riccardo Massetti. Nel pozzo esposto anche il disegno di Daniele Baseggio della 1B del liceo stesso.
“Nella giornata mondiale dedicata alla sensibilizzazione sull’uso consapevole e la gestione sostenibile delle risorse idriche – afferma il sindaco di Orvieto e assessore alla Cultura, Roberta Tardani – l’esposizione della medaglia di Benvenuto Cellini nel Pozzo di San Patrizio ha un valore altamente simbolico per il messaggio che vuole trasmette. Il capolavoro ingegneristico di Sangallo è già un simbolo di previdenza e autosufficienza mentre nella moneta, con la scena di Mose tratta dall’Esodo, vengono rappresentate la ricerca dell’acqua, il suo utilizzo e la sua conservazione. La storia del Pozzo di San Patrizio e l’incisione Ut bibat populus, che ribadisce come garantire l’acqua significa garantire la vita, ci portano dunque a riflettere sull’attualità del tema dell’acqua come bene indispensabile.
Un’opera del passato diventa cosi un monito e ci insegna l’importanza della lungimiranza, della gestione sostenibile delle risorse idriche e di quanto l’ingegno umano debba essere oggi essere rivolto alla tutela di questo bene essenziale. Ringrazio il generoso collezionista orvietano che ha reso possibile, per la prima volta a Orvieto, l’esposizione di questa medaglia e ringrazio anche studenti e docenti del Liceo artistico che hanno arricchito questa giornata con il loro lavoro di ricerca ed elaborazione tradotta nella suggestiva opera collettiva installata nel Pozzo della Cava”.