Il Teologo ed escatologo Padre Jean Paul Hernandez SJ, docente di Arte e Teologia alla Pontificia Università Gregoriana, venerdì 9 giugno in occasione degli incontri organizzati dall’Opera del Duomo di Orvieto per i 500 anni dalla morte di Luca Signorelli e del Festival di Arte e Fede, ha presentato una lezione sul viaggio religioso nella concezione cristiana di vita dopo la morte, dall’ebraismo antico del vecchio testamento al cattolicesimo.

Nella meravigliosa Capella di San Brizio in Duomo, circondati dalle opere dell’artista Signorelli, Padre Jean Paul Hernandez SJ ha spiegato in sei tappe l’idea della fine dei tempi. Le prime tappe hanno descritto il percorso della storia arcaica dei padri dell’ebraismo, ponendo il focus sulla capacità di sviluppare, anche attraverso la cultura ellenica dell’immortalità dell’anima, l’idea di una risurrezione.
Citando Ezequiele che profetizza “Il giorno di vendetta del nostro Dio”, gli ebrei compresero la speranza che ci sarà un giorno in cui Dio riparerà i torti e il male subiti nel mondo terreno. “Vidi una distesa di ossa, mi venne detto: Profetizza, diffondi la parola di Dio. La parola si trasformò in un vento. Il vento soffiò sulle ossa e tornò a comporre la corne dalle ossa aride. Così farà il signore.” È una metafora, un simbolo per dire liberazione di Israele e viene ripresa completamente dal Signorelli”.

L’incontro si è concluso con l’intervento del Vescovo della Diocesi Orvieto-Todi Gualtiero Sigismondi che ha ricordato l’importanza di continuare a studiare ed a far vivere le magnifiche opere di Signorelli.
“Si deve raccontare la Cappella di San Brizio in modo diverso, dovremmo vederla sia come un punto di partenza, nella figura della Vergine, che come un punto focale per la fede, rappresentato dal Cristo Giudice.” (Andrea Impannati)








