“Il concetto di fondo che ci ha accompagnato in questi anni è che il contenuto dovesse venire prima dei contenitori, ovvero i tanti immobili del centro storico in passato visti soltanto come spazi da riempire a seconda delle esigenze. Ora si compiono scelte decise, si risolvono questioni lasciate appese e oggi ogni immobile ha una destinazione e una missione precisa”. E’ il lietmotiv che ispira l’azione dell’amministrazione comunale. In questo caso si parla di immobili. Nello specifico dell’ex ospedale di Piazza Duomo.
“Dopo 20 anni e tre tentativi di vendita andati a vuoto – ha esordito il sindaco Tardani nella conferenza di fine anno – rivendichiamo di aver convinto Asl e Regione a destinare l’immobile a Casa della Comunità e ospedale di comunità investendo oltre 8 milioni di euro provenienti dal Pnrr.
Nel 2023 ci sarà l’appalto integrato mettendo a disposizione della città due strutture che riporteranno economia quotidiana nel centro e soprattutto daranno risposte alle esigenze della medicina territoriale e consentiranno al Santa Maria della Stella di assolvere appieno alla funzione di emergenza-urgenza che è ribadita e potenziata dal piano sanitario regionale”.
Poi c’è il Cepol (Centro per le politiche sociali e della famiglia) a Orvieto scalo, finanziato dal Pnrr, per il quale è stato affidato il servizio di progettazione di fattibilità tecnica ed economica dei lavori ed entro l’anno si farà l’appalto integrato. Il Centro studi “Città di Orvieto”, palazzo della formazione. Prima di Natale sono terminati i lavori al piano terra di Palazzo Negroni dove nei prossimi giorni comincerà l’allestimento dell’aula multimediale e del FabLab e si trasferirà l’Archivio Maoloni che avrà finalmente una sede per essere fruibile e sarà inserito in un contesto adeguato a sviluppare progetti di valorizzazione in accordo con la famiglia. A marzo contiamo di inaugurare entrambe gli spazi che saranno a disposizione della città, delle scuole e dei giovani.
A loro sarà destinato anche il Laboratorio di musica digitale e la sala prove della Scuola comunale di musica all’ex Piave per cui proprio nei giorni scorsi si è proceduto all’acquisto delle attrezzature e nelle prossime settimane inizierà l’allestimento.
Palazzo dei Sette, sede del Corteo storico. Terminato il trasferimento dell’Archivio Maoloni procederemo, in accordo con l’associazione Lea Pacini, al trasloco dei costumi del Corteo storico al Palazzo dei Sette dove sono terminate tutte le necessarie verifiche statiche e sugli impianti.
Palazzo Simoncelli, museo della ceramica. E’ stato nominato il comitato scientifico ed è stata affidata la progettazione esecutiva. Iniziati nei giorni scorsi i lavori al complesso di San Giovanni, il Palazzo del vino e dei prodotti della terra. I primi interventi riguardano gli impianti poi si procederà agli arredi. Nel frattempo bandiremo una manifestazione di interesse per la gestione.
Per quanto riguarda l’ex Piave era e resta la chiave di volta per la città, un nodo che difficilmente si può sciogliere in cinque anni di governo di cui tre contraddistinti da una pandemia e dai riflessi di una guerra. Abbiamo avuto tante proposte, alcune speculative e fantasiose, altre più concrete e fattibili ma che interessano porzioni della struttura. Valuteremo i progetti concreti, sostenibili economicamente, compatibili e coerenti con lo sviluppo della città.









