“Avvolto in laceri panni”, la triste condizione in cui un trovatello veniva abbandonato alla porta o all’interno della ruota del brefotrofio, nonché ricorrente descrizione presente nei documenti ufficiali, è l’efficace titolo del libro prodotto dall’Unitre di Orvieto e presentato pochi giorni or sono in una gremita Sala Consiliare del Comune di Orvieto, alla presenza del Sindaco Roberta Tardani, che ha porto il saluto istituzionale, e dell’Assessore alla Scuola e alle Politiche Sociali Alda Coppola. Apprezzata l’introduzione del Presidente Unitre M° Riccardo Cambri, che è stato il decisivo finalizzatore del progetto insieme al Direttivo dell’Università delle Tre Età.
Il libro è la tappa finale di un lungo percorso intrapreso dal Laboratorio di Storia negli Anni Accademici 2009/2010 e 2010/2011, coordinato con cura e passione dalla Prof.ssa Maria Barlozzetti.
Tra mille difficoltà, dopo accurate ricerche presso l’Archivio di Stato e attraverso preziose testimonianze di ostetriche, puericultrici, madri adottive, il gruppo di lavoro ha ricostruito la storia del brefotrofio della città di Orvieto, dal 1700 al 1963, evidenziandone i mutamenti strutturali nei vari passaggi storici che si sono susseguiti, dallo Stato Pontificio all’annessione al nascente Regno d’italia, passando per i Patti Lateranensi fino ad arrivare alla Repubblica italiana. 

Coordinati dal giornalista Gabriele Anselmi si sono alternate significative letture di stralci del libro (interpretate con giusto sentimento da Anna Rita Bellini, Loretta Fuccello e Alberto Romizi) a interventi illustrativi (ad opera della curatrice Maria Barlozzetti e della ex direttrice dell’Archivio di Stato di Terni e sezione di Orvieto Marilena Rossi Caponeri) che hanno documentato la lunga storia del brefotrofio, le sue regole e consuetudini, la descrizione degli oggetti che accompagnavano i poveri bambini, quale estrema e struggente manifestazione d’amore; di rilievo il contributo della scrittrice Laura Ricci, che ha evidenziato il pregio dei contenuti del libro.
L’interesse degli spettatori è stato pari alla crescente emozione, a volte sfociata in vera commozione, che ha attanagliato tutti i presenti nessuno escluso, a testimonianza della perfetta riuscita di una iniziativa storico-sociale che ben rappresenta le potenzialità culturali e progettuali dell’Unitre di Orvieto e ne evidenzia l’oramai insostituibile ruolo di custode della memoria cittadina.








