Lu biforcu ossia il villano a Terni, burino a Roma, sempre uomo di scarsa cultura e per nulla raffinato. Il tutto a perfezione incarnato da tale Medved, altissimo papavero putiniano, il quale pensa che chi mangia rane, i francesi di Elisa Gervais all’Auberge de Vonnas o spaghetti pomodoro e basilico, gli italiani del Don Alfonso Iaccarino 1890 a S.Agata dei Due Golfi o le salsicce di fegato, i tedeschi del Brat wurstglockein di Norimberga, siano i trogloditi che si oppongono , con tanta volgarita’, al sogno espansionistico della Grande Russia. In realta’, e’ un deficiente, nel senso proprio del latino “deficiere” cioe’ mancante, scarso di adeguata conoscenza, in materia gastronomica e probabile assuntore, stando alla sguardo perso, di dose massicce di distillato di patate. Forse potra’ essergli di giovamento questo mio piccolo suggerimento.
133 – SPAGHETTI CON LE RANE (ricetta di Alberto Casasole di Orvieto) CON ANTIPASTO DI MAZZAFEGATE BARZOTTE
Procuratevi degli spaghetti grossi di un buon pastifico umbro e delle rane, meglio dei nostri stagni o corsi d’acqua e pulitele togliendoli gli ossicini. Mettete a lessare la pasta e nel frattempo predisponete in una padella olio stravergine d’Umbria e aglio rosso in camicia di Colfiorito per un rapido soffritto cui aggiungerete all’ultimo del prezzemolo fresco finemente tritato e un goccio di salsa di pomodoro.
Tuffateci le rane pulite, aggiungete sale e peperoncino e buttateci dentro la pasta cotta al dente, mescolando il tutto. Nel frattempo ed in attesa, vi sarete gustato un simpatico antipasto di salsiccia umbra di fegato ovvero mazzafegata mezza secca con pane di Strettura.
Il vino
Un rosto orvietano di Madonna del Latte
I luoghi
Per le rane, la sagra estiva di Tavernelle di Panicale








