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Home Ambiente

I sindaci delle province di Terni e Viterbo si uniscono contro gli impianti di geotermia

Redazione 2 by Redazione 2
29 Giugno 2021
in Ambiente, Secondarie, Archivio notizie
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ORVIETO – Nella giornata di domenica 27 giugno, dopo la notizia di una forte scossa di terremoto a Strasburgo appresa sabato mattina, è stata presentata una nota da diversi sindaci del territorio in merito al ricorso al consiglio di Stato relativo all’impianto geotermico di Castel Giorgio.

Firmatari della nota i seguenti sindaci:

Roberta Tardani, sindaco di Orvieto

Andrea Garbini, sindaco di Castel Giorgio

Daniele Longaroni, sindaco di Castel Viscardo

Sauro Basili, sindaco di Allerona

Giovanni Arena, sindaco di Viterbo

Paolo Dottarelli, sindaco di Bolsena

Piero Rossi, sindaco di Graffignano

Massimo Bambini, sindaco di San Lorenzo Nuovo

Francesco Di Biagi, sindaco di Latera

Roseo Melaragni, sindaco di Piansano

Edoardo Giustiniani, sindaco di Cellere

Giuseppe Ciucci, sindaco di Farnese

Ermanno Nicolai, sindaco di Tessennano

Stefano Bigiotti, sindaco di Valentano

Maurizio Lacchini, sindaco di Marta

Lina Novelli, sindaco di Canino

Maurizio Testa, sindaco di Monte Romano

Marco Bianchi, sindaco di Celleno

Giuseppe Mottura, sindaco di Civitella d’Agliano

Salvatore Serra, sindaco di Ischia di Castro

Piero Camilli, sindaco di Grotte di Castro

Angelo Ghinassi, sindaco di Acquapendente

Cinzia Pellegrini, sindaco di Proceno

Carlo Attilio Mancini, sindaco di Gradoli

Publio Cascianelli, sindaco di Arlena di Castro

Antonio De Rossi, sindaco di Capodimonte

Luca Profili, sindaco di Bagnoregio

Giovanni Giuliani, sindaco di Onano

Fabio Bartolacci, sindaco di Tuscania

Fabio Cardarelli, sindaco di Sipicciano.

“Ieri mattina, 26 giugno, una scossa di terremoto di magnitudo 3.9 sulla scala Richter si è verificata in Francia, nei pressi di Strasburgo – dice la nota.  La scossa, insolitamente forte per l’area, secondo il Rénass, la rete nazionale di monitoraggio sismico, sarebbe indotta da attività umane, cioè da iniezioni di acqua nel sottosuolo sul sito di una centrale geotermica a Vendenheim, nell’agglomerato urbano di Strasburgo. La magnitudo della scossa si avvicina a quella dei più forti terremoti osservati storicamente in questa zona, e avviene molti mesi dopo l’arresto delle operazioni geotermiche decretata dalla prefettura locale, a causa di una serie di terremoti più deboli. La prefetta, Josiane Chevalier, aveva ritenuto che la sicurezza della popolazione non era più garantita.  Le analisi dei sismologi francesi hanno evidenziato che si tratta in parte di terremoti “innescati” dovuti a modificazioni irreversibili nel sottosuolo, con conseguenze imprevedibili e incontrollabili. La notizia ci ha destato notevole preoccupazione perché, nel caso in cui un fenomeno del genere dovesse verificarsi dalle nostre parti, sarebbe molto più pericoloso, poiché abbiamo un potenziale raggiungibile di magnitudo 6: un tale terremoto sprigionerebbe un’energia mille volte più forte di quello di Strasburgo. Per questo ci auguriamo tutti che il ricorso al consiglio di Stato relativo all’impianto di Castel Giorgio ci veda vincitori e che il ministero per la transazione ecologica – Mite, decida di non finanziare i progetti pilota di centrali binarie che sono dello stesso tipo di quelle che hanno provocato il terremoto a Strasburgo. I sistemi geologici dell’area francese sono simili ai nostri, con l’aggravante che la nostra è anche area vulcanica, fattore che potrebbe aumentare il fattore rischio e imprevedibilità; questo non ci lascia assolutamente tranquilli”.
 

 

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