Dici Bologna e il pensiero corre immediatamente all’aspetto edonistico e ludico di una città giustamente famosa per le sue prelibatezze gastronomiche, per i divertimenti che offre e per lo stile di vita piacevole e gaudente. C’è però un volto nascosto ed affascinante di questa splendida città al quale ci si può accostare solo possedendo la
necessaria bussola per orientarsi in una realtà sorprendente, ricchissima di un patrimonio culturale unico al mondo e con una storia antichissima, punteggiata da aspetti e significati misteriosi.
La bussola che offre Morena Poltronieri, antropologa e studiosa della cultura ermetica, è rappresentata dal volume “Bologna esoterica ed occulta” in distribuzione nazionale dal 20 maggio e già disponibile sul sito internet della casa editrice Intermedia Edizioni.
L’aspetto esoterico di Bologna è presente ovunque, a partire dalle sue dodici porte collegate ai dodici segni dello Zodiaco. Non a caso fu proprio qui che venne istituita la più importante cattedra di astrologia d’Europa.
Nelle oltre 300 pagine, arricchite di illustrazioni a colori, si dipana una trama capace di avvincere il lettore come il miglior giallo. L’autrice ci conduce per mano nel decifrare il linguaggio ermetico racchiuso nelle opere d’arte dell’Archiginnasio per arrivare ai simboli identitari della città come i portici e le torri degli Asinelli e della Garisenda. Su quest’ultima è collocata una lapide di marmo con una citazione di Dante Alighieri. Dante racconta che a Bologna si sarebbero parlati due linguaggi diversi in due quartieri opposti geograficamente, per cui questa torre rappresentava il punto di incontro. Quasi certamente il significato è da ricercarsi in ambito allegorico. Probabilmente si riferiva a due gerghi di tipo simbolico, rimasti segreti.
I capitelli dei portici divennero nel Rinascimento un campionario di simbolismi e pagine scolpite nella pietra di un arcaico linguaggio ermetico. Il fascino della città è anche collegato ad una galleria di personaggi straordinari e spesso poco conosciuti, ma la cui attività ebbe enorme importanza. E’ il caso del fisico Giovanni Aldini (1762-1834), nipote di Luigi Galvani, che portò in tutta Europa una sorta di teatro macabro in cui i cadaveri, a cui veniva indotta l’elettricità, sembrava riprendessero vita. Nel 1803 pubblicò a Londra uno studio sul galvanismo intitolato “An account of the late improvements in Galvanism” nel quale sosteneva che in particolari condizioni era possibile riportare in vita un cadavere mediante stimoli elettrici. La lettura arrivò nelle mani di una donna, Mary Shelly, che vi si ispirò per il suo libro Frankenstein, scritto tra il 1816 e il 1817.
Tra le tantissime storie di cui dà conto Poltronieri c’è anche quella della “magica pietra di Bologna”. Nel 1602, un calzolaio esperto di alchimia, trovò un minerale molto pesante che al sole brillava. La misteriosa pietra assorbiva la luce del sole, per poi restituirla quando si trovava al buio. Oggi si è scoperto che si trattava della baritina, costituita da solfato di bario cristallizzato che si trova nelle argille di monte Paderno e in altre colline bolognesi, ma la pietra magica divenne famosa in tutta Europa. Suscitò anche l’interesse di Wolfgang Goethe, che durante il suo viaggio in Italia, passò volutamente per Bologna per averne qualche frammento. La citerà anche nel suo “I dolori del giovane Werther” paragonando gli innamorati alla pietra di Bologna che continuano a irradiare luce anche dopo l’incontro con l’amata.
Morena Poltronieri. Dal 1976 si dedica alla ricerca esoterica ed antropologica. Ricercatrice, viaggia da oltre trent’anni in Italia e all’estero alla scoperta di simboli antichi e misteriosi che hanno permeato la cultura ermetica. Ha pubblicato una ventina di libri dedicati all’aspetto esoterico delle città del mondo.
“Bologna esoterica e occulta”. Di Morena Poltronieri. Intermedia Edizioni, 2021, 14,90 euro








