di Renato Piscini
Emozioni antiche albergano tra i cittadini orvietani. Paura, rabbia, compassione che incidono sulla cultura, sulla politica, sulla società. Il problema (e la scommessa) è su come non subirle. Il timore (e l’autoisolamento) comprime gli spazi e chiude gli orizzonti. Costringe all’autoconservazione permeando le menti sul singolo e non su cosa le circonda (il futuro). Allora come procedere verso un paradiso ideale di cultura e apertura mentale che allunghi la vita?
Finora è stato sempre il senno di poi a predominare gli eventi nella gestione della città. Come il potere della bellezza insita tra le mura è stato sempre sovrastato dalla consuetudine di aprire prematuramente delle porte per poi richiuderle immantinente, la ricchezza di creatività la si è sempre smorzata in una bulimia quotidiana nell’eterno dilemma di un esilio o meno dei sogni, compromettendo la salute mentale verso un ignoto e capovolto umore di massa.
Si è cessato, insomma, di capire il mondo attraverso il timore del tempo successivo utilizzando la mania di esaltare le persone o le cose, giusto il tempo di visualizzarle per poi cassarle il momento dopo. Non si decide mai. Il rapporto complesso non è con la religione, ma con il paradigma del potere temporale espresso allora e rimasto insito nella società di oggi con sfumature diverse ma riconoscibile.
Quanto buio dobbiamo ancora subire prima di una luce oltre la siepe! Il tempo della cura è alle porte e il linguaggio cominci ad albergare nelle menti imparando l’ascolto e l’etica verso il potere della bellezza che è fatta di creatività e di sogni senza cesure. Come cercare in una biblioteca un libro e, cercandolo, ne trovi molti altri così deve essere l’etica dei cittadini del futuro, con lo sguardo verso il passato (come suggestione) rivolti verso la creatività con il motore sempre acceso all’attualità.
La disconnessione tra noi e il tutto (natura e cultura) ci sta facendo pagare un prezzo enorme. Tocca all’arte fare la sua parte ma con protagonisti uomini e donne ricchi di un nuovo immaginario collettivo verso una dinamica futura di azioni e progetti avulsi da qualsiasi legame od orpello del passato. Coniughiamo ragione e sentimenti, etica ed azione!








