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Home Ricorrenze

“25 Novembre contro la violenza sulle donne. Un grido per le donne che più non hanno voce”

Redazione by Redazione
24 Novembre 2020
in Ricorrenze, Archivio notizie
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“La Giornata internazionale contro la violenza sulle donne è stata istituita dalle Nazioni Unite 21 anni fa a testimonianza dell’impegno internazionale per l’eliminazione della violenza di genere. Milioni di donne nel mondo sono vittime di violenze domestiche, schiavizzate in matrimoni forzati, mutilate nella loro sessualità da pratiche violente per assoggettarle alle regole sociali patriarcali, violentate come trofei di guerra. comprate e vendute per alimentare il mercato della prostituzione, molestate sui luoghi di lavoro, maltrattate in famiglia, vittime di stalking e di revenge porn. 7 milioni di donne italiane, dai 16 ai 70 anni, hanno subito almeno una volta nella loro vita una forma di violenza (dato ISTAT).

Un fenomeno sociale strutturale ancora in crescita, fotografato dalle statistiche ancora imperfette ma che ci dicono di una violenza inflitta in buona parte da padri, mariti, compagni, ex partner, amici o conoscenti. Come se non bastasse, si aggiunge spesso la vittimizzazione secondaria, quella istituzionale nei percorsi legali, sanitari, dei servizi sociali, dove invece di valutare il comportamento dei violenti viene valutato quello delle donne. La condanna sociale alla violenza maschile sulle donne deve essere unanime così come il contrasto, la prevenzione e l’impegno sociale, anche di quanti non vogliono essere “complici” con il silenzio, la minimizzazione, il disinteresse.

Milioni di donne nel mondo manifestano il loro rifiuto della logica patriarcale del potere maschile, di sopraffazione e annientamento, rivendicando una società più giusta, libera e inclusiva per tutte e per tutti; in alcune nazioni le donne scendono in piazza con grande coraggio anche a rischio della propria vita. Persistente è la disparità tra uomini e donne, con un tasso di disoccupazione femminile in Italia intorno all’11,8% (dato CENSIS). Ritorna feroce anche in Europa, dalla Polonia all’Ungheria e all’Italia, l’attacco ai diritti umani ed alla libertà di scelta e autodeterminazione delle donne. In Umbria sotto attacco è il diritto di aborto: nell’emergenza Covid l’interruzione volontaria di gravidanza chirurgica, non è più garantita in 5 ospedali su 9, mentre l’IVG farmacologica è possibile solo in 3 ospedali, obiettori di coscienza permettendo.

Dopo le nuove indicazioni emanate dal Ministero della Sanità le associazioni femministe umbre premono per un immediato ripristino della IVG farmacologica senza obbligo di ricovero ospedaliero, contrariamente a quanto deliberato dalla Giunta regionale nel giugno scorso. Molte manifestazioni quest’anno si svolgeranno in forma virtuale, sui social e sui media. A fondo pagina il link degli eventi suggeriti. Anche nel territorio Orvietano i dati emersi e l’esperienza vissuta durante i nove mesi d’emergenza Covid hanno evidenziato un incremento dei casi e della gravità delle situazioni di violenza: diverse donne sono state costrette a lasciare le loro case a causa del partner violento.

Nella fase attuale di seconda ondata di emergenza, con il prolungarsi della crisi lavorativa ed economica,  cresce ancora la complessità nel gestire i percorsi di fuoriuscita dalla violenza, anche per le difficoltà di intervento di altri servizi preposti: mancanza di alloggi di emergenza e temporanei, intempestività per la copertura dei costi di accoglienza, tempi più lunghi per gli ordini di protezione, inadeguati e tardivi finanziamenti ai centri antiviolenza, tanto per citare le principali difficoltà. In questi nove mesi le donne si sono fatte carico, oltre al lavoro in smart working per chi lo ha mantenuto, degli impegni di famiglia con figli in casa da gestire, insieme ad anziani, malati e invalidi.

Il Centro Antiviolenza L’Albero di Antonia di Orvieto ha operato , come tutti gli altri Centri, con le dovute strumentazioni e precauzioni, tramite attività webinair ed in presenza. Le criticità operative straordinarie sono state superate grazie ad un alloggio di emergenza concesso gratuitamente e grazie a coloro che hanno sostenuto economicamente il Centro e alcune donne utenti; un grazie anche alle associazioni locali di volontariato per il sostegno di prima necessità a donne in particolari difficoltà. Non ultimo, un ringraziamento alle operatrici volontarie dell’Albero di Antonia, che hanno operato all’insegna della sicurezza sanitaria, oltre che della privacy e della riservatezza, in un periodo difficile di grandi cambiamenti in un ambito delicato, complesso e impegnativo, iniziato oltre quindici anni fa per una volontà statutaria in favore dell’autodeterminazione delle donne, libere dalla violenza.

I Centri antiviolenza si sono rivelati il più efficace presidio contro la violenza di genere, con un’esperienza collettiva più che trentennale. Per dirla con uno slogan femminista scandito nelle manifestazioni “Siamo il grido altissimo e feroce di tutte quelle donne che più non hanno voce”. Ad alta voce quindi ricordiamo i femminicidi in Italia, una donna ogni tre giorni, circa 120 ogni anno, ai quali si aggiungono figli e vittime collaterali, secondo le statistiche dell’Osservatorio In quanto donna, confermate dal Censis, un po’ meno secondo i dati ISTAT.

Ricordiamo in particolare i due femminicidi compiuti ad Orvieto, il 14 novembre 2019, di Rosalba Politi e Cinzia, “sparate” da Carlo Carletti, rispettivamente marito e padre delle vittime, che poi si suicida. Ad alta voce ricordiamo i silenzi di molti e le invettive sconcertanti di pochi, la narrazione tossica di buona parte dei media, colma di pregiudizi e stereotipi sessisti, con le vere vittime che spariscono dalla narrazione e la mistificazione tra vittima e carnefice: accade ancora, seppur il codice deontologico del MANIFESTO DI VENEZIA dovrebbe essere assunto dai professionisti della stampa.

Il disconoscimento della violenza domestica e della violenza assistita dei figli è ancora troppo frequente: si ricorre ancora alla mediazione familiare, scambiando la violenza con il conflitto, e all’affidamento condiviso dei figli minori in casi di violenza, così come ancora si utilizza nei tribunali una sindrome non riconosciuta dall’OMS, la PAS-sindrome di alienazione parentale, per discreditare le donne nell’affido dei figli; ancora si pratica la strumentalizzazione dei tempi paritetici per non pagare l’assegno di mantenimento per i figli, la nomina di consulenti tecnici d’ufficio non esperti in materia di violenza, ma la lista può continuare.

Le criticità sono tutte elencate nel RAPPORTO GREVIO, IL Gruppo di esperte sulla violenza contro le donne del Consiglio d’Europa, che monitora l’applicazione della CONVENZIONE DI ISTANBUL e presenta le raccomandazioni ai Governi per la piena applicazione della convenzione sulla prevenzione e contrasto della violenza contro le donne e della violenza domestica. La parte patologica delle criticità è radicata nella cultura patriarcale diffusa e trasversale nella società italiana che interpreta fatti e atti a dispetto della buona legislazione in materia.

25.11 – Comunicato stampa della FI.D.A.PA. sezione Orvietana (Federazione Italiana Donne Arti Professioni Affari), sulla ricorrenza e sui progetti dei giovani “Io ci sono per la Cultura” e “Illumina di rosso la tua città” con dei contributi multimediali realizzati da “L’Albero di Antonia” https://youtu.be/J9jZzLOy1BU, “Il filo di Eloisa” https://youtu.be/SbqXgRp-hh4, “Accoglienza e Solidarietà” https://drive.google.com/file/d/16RzugZG2CmzTaBGgL7MNxKKbW39wTM-I/view?usp=sharing, “LAB per i Diritti – Human Rights Projects”

25.11, ore 11.00 – Conferenza stampa in diretta streaming sui dati e storie dai Centri Antiviolenza D.i.Re. a cura della Rete nazionale dei Centri Antiviolenza D.i.Re https://www.facebook.com/170108543107645/posts/3460467530738380/?d=n

26.11, ore 18,00 – Confronto in diretta Facebook tra le attiviste dei luoghi delle donne che si occupano di contrasto e prevenzione della violenza, anche in  questo periodo di emergenza sanitaria, a cura della Rete femminista Umbra antiviolenza, RU 2020; informazione per tutte le donne  sui servizi pubblici dedicati e sulle associazioni della Rete umbra https://www.facebook.com/ReteUmbra2020

25 e 28.11 a Roma Piazza di Spagna – Manifestazione dell’Associazione NonUnaDiMeno https://facebook.com/events/s/25-e-28-novembre-non-una-di-me/416495252858149/?ti=ia

Fonte: “L’Albero di Antonia”

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