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Home Scuola

Mancano cinque giorni all’apertura della “squola”

Redazione by Redazione
14 Settembre 2020
in Scuola, Archivio notizie
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di Pasquale di Paola

Comprensibili e fondati i timori e le paure di molti genitori del Bel Paese per il rientro a scuola tra pochi giorni dei propri figli. Troppe norme al ribasso con molte forzature e interpretazioni leggere e approssimative rispetto alle norme anti covid per permettere tale apertura nei tempi indicati dal ministero.
Assolutamente in ansia e molto preoccupati anche i docenti, sia per essi stessi che per gli alunni.
Categoria, quella dei docenti, sempre bistrattata e presa di mira, sempre scarsamente presa in considerazione, nonostante i docenti non siano covid free e le loro paure e le loro angosce per questo rientro aumentino proporzionalmente alla loro tarda eta’, al loro carico di acciacchi che li rende indifesi e vulnerabili, facile preda di eventuali contagi covid.
Visto che la loro voce e’ l’ultima a farsi sentire con forza e vigore, tutti si auspicano e si aspettano che siano i genitori a riprendersi dal loro torpore, urlando e facendosi sentire, affinche’ i propri figli possano rientrare in assoluta sicurezza nelle scuole,chiedendo ad alta voce e pretendendo che le scuole siano dei luoghi dove niente sia lasciato al caso o colpevolmente trascurato e che venga fatto tutto il possibile per ridurre al minimo ogni rischio di contagio per la tutela della salute dei propri figli.
Perche’ essi sono il bene piu’prezioso e i genitori hanno il diritto, il dovere, l’imperativo categorico di tutelarli in ogni modo. In nome di questo primario e irrinunciabile fine hanno il dovere e il legittimo e pieno diritto di chiedere e pretendere la dimostrazione che le promesse fatte per mesi su messa in sicurezza delle scuole in funzione del contenimento dei contagi covid siano state mantenute e rigorosamente applicate punto per punto. Senza indugi e senza nessuna trascuratezza.
I genitori devono pretendere il rispetto del contenimento numerico e pieno rispetto del distanziamento perchè sarebbe un delitto, una imperdonabile leggerezza dalle conseguenze nefaste, ritrovarsi con classi di venticinque o ventisei alunni .
Devono urlare e pretendere che laddove ci siano classi con venticinque o ventisei alunni queste vengano sdoppiate, anche ricorrendo al fatto che venga incrementato l’organico di docenti e ATA, che il distanziamento sia assicurato con ogni mezzo per evitare che gli alunni siano tenuti legati e imbavagliati per ore, quasi che si trovassero non in un ambiente scolastico ma in un carcere di massima sicurezza.
Chi ha figli diversamente abili deve urlare ancora con piu’ vigore e forza e pretendere per il proprio figlio abbia un insegnante dedicato fin dal primo giorno affinchè non venga lasciato solo e sentirsi cosi non solo rinchiuso in una prigione ma anche in una cella d’isolamento.
Per la sicurezza dei propri figli i genitori devono urlare e pretendere un potenziamento dei trasporti affinchè gli alunni possano viaggiare in sicurezza e non accontentarsi di assurde deroghe messe come toppe su ogni inadempienza .
Perche’ ogni gioco al ribasso nelle norme da attuare avvicina sempre piu’ pericolosamente il covid ai loro figli .
Gia’ e’stato commesso un imperdonabile errore e una grave mancanza quando i tagli sulla scuola hanno reso tutto più precario e difficile, quando i calcinacci o le finestre cadevano sulla testa degli alunni, quando pioveva sui loro banchi o d’inverno si moriva di freddo, quando i disabili venivano sballottati come pacchi postali da una parte all’altra in attesa di un’insegnante che non arrivava mai.
In questi casi i genitori hanno sempre fatto finta di niente, girando la testa dall’altra parte per far finta di non vedere , tollerando, sopportando e facendo del male ai propri figli, non tutelandoli nei loro diritti principali.
I genitori dovevano essere al fianco dei docenti quando questi scioperavano o protestavano per tutto questo e invece spesso li hanno attaccati e criticati perchè la loro lotta creava dei disagi organizzativi…
Sbagliando ancora una volta nel non mettere al centro dell’attenzione il bene e la sicurezza dei figli.
Perche’ la scuola e’la loro seconda casa ed è interesse comune ,di tutti coloro che a scuola ci vivono,che tutto funzioni al meglio…
Non e’ il momento di sprecare tempo rincorrendo effimeri e beceri luoghi comuni per scaricare sui docenti la propria rabbia , perche’si e’ tutti ugualmente vittime di un sistema da troppo tempo calpestato e non rispettato.
Certo anche tra i docenti ci sono tanti venditori d’ illusioni,venditori di fumo.
Persone che con colpevole leggerezza e imperdonabile superficialita’ anche in questi tempi pieni di pericoli legati alla convivenza con questo pericolosissimo e subdolo, quasi invincibile e ancora non del tutto conosciuto, nemico, persone che continuano a far finta di niente, disattendendo la piena attuazione di quelle rigide regole che se attuate costituiranno l’unica barriera possibile capace di schermare e proteggere gli alunni a scuola.
Per la massima protezione e tutela verso i propri figli i genitori hanno il diritto, il dovere , di stanare queste persone e di urlare loro di cambiare rotta.
Di non sottovalutare i pericoli di un nemico cosi subdolo e invasivo,che non ammette leggerezze o valutazioni superficiali. E’ora che i genitori aprano gli occhi,destandosi dal proprio stato di torpore e urlino fino a farsi sentire. Lo si deve ai propri figli, al loro essere soggetti deboli e fragili .
Perche’ questa continua corsa al ribasso nel rispetto e nelle severe applicazioni delle norme anti covid rendera’loro per primi facile preda del virus. E questo delitto i genitori non possono, non devono, permetterlo.

 

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