ORVIETOSì
giovedì, 5 Marzo 2026
  • Home
  • Ambiente
  • Cultura
  • Cronaca
  • Saperi&Sapori
  • Economia
  • Eventi
  • Politica
  • Sociale
  • Sponsorizzate
  • Sport
  • Territorio
    • Allerona
    • Baschi
    • Castel Giorgio
    • Castel Viscardo
    • Fabro
    • Ficulle
    • Guardea
    • Montecchio
    • Montegabbione
    • Monteleone d’Orvieto
    • Parrano
    • Porano
    • San Venanzo
  • Oltre l’orvietano
    • Acquapendente
    • Alviano
    • Amelia
    • Bolsena
    • Lugnano
    • Narni
    • Terni
    • Perugia
    • Viterbo
  • Archivio
No Result
View All Result
  • Home
  • Ambiente
  • Cultura
  • Cronaca
  • Saperi&Sapori
  • Economia
  • Eventi
  • Politica
  • Sociale
  • Sponsorizzate
  • Sport
  • Territorio
    • Allerona
    • Baschi
    • Castel Giorgio
    • Castel Viscardo
    • Fabro
    • Ficulle
    • Guardea
    • Montecchio
    • Montegabbione
    • Monteleone d’Orvieto
    • Parrano
    • Porano
    • San Venanzo
  • Oltre l’orvietano
    • Acquapendente
    • Alviano
    • Amelia
    • Bolsena
    • Lugnano
    • Narni
    • Terni
    • Perugia
    • Viterbo
  • Archivio
No Result
View All Result
Orvietosì.it
No Result
View All Result
Home Marta

Marta, 14 maggio. “Volémo di’ ‘na volta “Evviva”?”

Redazione by Redazione
14 Maggio 2020
in Marta, Corsivi, Territorio, Archivio notizie
Share on FacebookShare on Twitter

 

di Laura Marchesini
È l’assillante e incalzante saluto al giorno del tamburino delle quattro a svegliare le stagioni dell’anima d’ogni martano. E quando il suono ferroso e perentorio della pelle tesa del tamburo percossa con serafica e religiosa maestria raggiunge l’acme, in quel momento, il suo battere ossessivo irrompe dentro al petto e lo si accoglie come un malinconico e irrevocabile dolore necessario e imprescindibile al proprio vivere, tanto profondo è il segno del suo passaggio che ogni anno rimarca nella mente e nel cuore. È così che Marta ogni “quattordici maggio” vuole cominciare.
E non c’è deroga né doglianza che possa comprometterne il naturale compimento perché spezzare il filo consacrato che lega il presente della comunità al proprio passato e che offre con devozione al futuro non sarebbe solo privarla del suo rito salvifico ma è mutilarla della sua profonda quanto insondabile identità così spirituale e così arcaica.
Marta, che emerge bella e rispettosa dal letto liquido del suo lago come un quadro iperrealista, si tinge a festa del giallo vivido del suo fiore di maggio tra i profumi d’anice e le muffe di cantina e si prepara a farsi attraversare e profanare dalla sua gente amorosa e sguaiata, fiera, per quel giorno, delle proprie preghiere e di quel lavoro che sacrifica e mistifica nel simbolismo della sua rappresentazione sull’altare della Madonna del Monte.
Marta vuole raccogliersi, ammassarsi, confondersi per poi riconoscersi complice concubina tutta intorno alle vanghe dei suoi “villani”, ai cavalli dei “casenghi”, all’aratro dei “bifolchi”, alle reti dei “pescatori” in una danza fuori dal tempo che dura quanto la memoria dei nostri avi e colora di straordinaria appartenenza la corsa eterna del nostro sangue. Ed è lì su quella terra calpestata che i martani ipotecano speranze, coltivano desideri, tramandano le loro storie semplici di lacrime e sorrisi. Nel tumulto, mai scomposto, della nostra giostra pagana gli uomini virili e sudati dentro le camicie bianche, i pantaloni scuri e i cappelli maremmani innalzano alla propria divinità i canti mariani più intonati e più disperati intercalando la loro andatura con sgraziati e appassionati “EVVIVA MARIA!” Le mani, grossolane, si fanno delicate ancore nell’afferrare, misericordiose, quelle dei propri vecchi e si tendono rassicuranti e forti ai propri figli per una grande, collettiva giaculatoria universale strillata fin dentro la chiesa, “Sù”, “Al Monte”.
Tre volte. Tre, “le passate” dentro al nostro tempio cui si affida con primitiva maestosità la protezione e la prosperità invocata a quella Madonna che sembra quasi trasfigurata del suo tratto ecclesiastico per diventare la Grande Dea Madre di tutti. Tre, le passate per una ciambella da portare con ossequioso rispetto al braccio ché i polsi robusti delle donne hanno impastato e ricomposto in un cerchio perfetto, simbolo atavico d’una eternità che si consuma e si rinnova nel profumo d’anice trasportato dal vento dei ricordi.
Il santuario, diventato un’arena di preghiera, abbandona quasi del tutto la sua solennità e porta in scena la coscienza autentica d’un popolo che si narra mischiandosi ai fiati umidi e affollati e all’odore acre delle primizie adagiate consegnandosi così alla benedizione divina.
Vòlte ormai le prime ore del pomeriggio, i petali di rosa e ginestra che le donne tirano dalle finestre al passaggio dei propri uomini fanno delle vie del paese il teatro finale del rito propiziatorio iniziato la mattina presto accompagnando in una danza esoterica e sensuale il corteo che ripercorre il tragitto il quale, uguale ma contrario, diviene l’uroboro mitologico in cui il serpente mangia la sua coda e che il simbolo circolare senza inizio né fine della ciambella richiama nel rappresentarci l’eterno ritorno e la natura ciclica della vita che si divora e si rigenera.
Prima che il tramonto sostituisca l’ombra alla luce l’ultimo suono del tamburino lascerà che il silenzio prenda il posto del clamore.
Per i martani, il quattordici maggio, non è solo “festa”, ma è espressione e sintesi metaforica della propria esistenza dove ogni simbolo trasuda le fatiche ed esala le grazie dei nostri padri, sublima gli amori e dolori delle età trascorse e quelle in divenire, raccoglie e archivia i sentimenti, filtra i rancori, accende i valori ed eleva gli spiriti ad una contemplazione laica, quella sì, davvero, sacra.
Ed è così, tra sussurri e grida, che Marta scrive la poesia della sua storia senza che la retorica delle parole ne corrompa mai il significato intimo ed ancestrale che sempre cerchiamo e sempre ritroviamo nell’urlo liberatorio “Volémo di’ ‘na volta “Evviva”?”.

Condividi:

  • Condividi su X (Si apre in una nuova finestra) X
  • Condividi su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook
  • Condividi su WhatsApp (Si apre in una nuova finestra) WhatsApp

Mi piace:

Mi piace Caricamento...

Correlati

Please login to join discussion

Ultime notizie

L’Amore ai tempi delle App: alla biblioteca Fumi il romanzo di Claudia Valeriani

L’Amore ai tempi delle App: alla biblioteca Fumi il romanzo di Claudia Valeriani

5 Marzo 2026

    Avete presente quel limbo emotivo fatto di messaggi visualizzati e non risposti, biografie improbabili su Tinder e l'eterna...

Il Comune di Fabro punta al traguardo di Rifiuti Zero entro il 2027

Rifiuti, Civitas: “Regione paralizzata dall’ideologia. La finta svolta storica smentita dai numeri”

5 Marzo 2026

  Leggiamo con stupore, ma ormai senza sorpresa, gli ennesimi comunicati autocelebrativi dell’assessore regionale all’Ambiente Thomas De Luca e dei...

Strada provinciale Bagnorese chiusa, nuovo confronto a Canale tra Comune e residenti

Strada provinciale Bagnorese chiusa, nuovo confronto a Canale tra Comune e residenti

5 Marzo 2026

    ORVIETO - Nuovo incontro pubblico a Canale tra l'amministrazione comunale di Orvieto e i residenti della frazione. Nel...

Redazione

Orvietosì © 2002
Quotidiano d’informazione e d’opinione
Registrazione tribunale di Orvieto (TR) nr.101 del 13/11/2002 | Nr. ROC 33304

Direttore Responsabile: Sara Simonetti
Editore: Elzevira di Fabio Graziani

Contatti

Per informazioni inviare una mail a redazione@orvietosi.it

Informazioni sul trattamento
dei dati personali: Policy privacy

Seguici su Facebook

Orvietosì Facebook

Archivio storico

© 2020 OrvietoSi - All right reserved

Utilizziamo i cookie per offrirti la migliore esperienza sul nostro sito web.

Puoi scoprire di più su quali cookie stiamo utilizzando o disattivarli in .

No Result
View All Result
  • Home
  • Ambiente
  • Cultura
  • Cronaca
  • Saperi&Sapori
  • Economia
  • Eventi
  • Politica
  • Sociale
  • Sponsorizzate
  • Sport
  • Territorio
    • Allerona
    • Baschi
    • Castel Giorgio
    • Castel Viscardo
    • Fabro
    • Ficulle
    • Guardea
    • Montecchio
    • Montegabbione
    • Monteleone d’Orvieto
    • Parrano
    • Porano
    • San Venanzo
  • Oltre l’orvietano
    • Acquapendente
    • Alviano
    • Amelia
    • Bolsena
    • Lugnano
    • Narni
    • Terni
    • Perugia
    • Viterbo
  • Archivio

© 2020 OrvietoSi - All right reserved

 

Caricamento commenti...
 

Devi effettuare l'accesso per postare un commento.

    %d
      Orvietosì.it
      Prodotto da  GDPR Cookie Compliance
      Panoramica sulla privacy

      Questo sito Web utilizza i cookie per consentirci di offrire la migliore esperienza utente possibile. Le informazioni sui cookie sono memorizzate nel tuo browser ed eseguono funzioni come riconoscerti quando ritorni sul nostro sito web e aiutando il nostro team a capire quali sezioni del sito web trovi più interessanti e utili.

      Puoi regolare tutto le impostazioni dei cookie navigando le schede sul lato sinistro.

      Cookie strettamente necessari

      Cookie strettamente necessari devono essere abilitati in ogni momento in modo che possiamo salvare le tue preferenze per le impostazioni dei cookie.

      Cookie di terze parti

      Questo sito Web utilizza Google Analytics per raccogliere informazioni anonime come il numero di visitatori del sito e le pagine più popolari. </ P>

      Il mantenimento di questo cookie abilitato ci aiuta a migliorare il nostro sito web.

      Cookie Policy

      Maggiori informazioni sulla nostra Cookie Policy