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Home Cultura

La rivolta dei segni alla Biblioteca Comunale di Orvieto. Quando la diversità crea libri e mondi possibili

Redazione 2 by Redazione 2
12 Dicembre 2018
in Cultura, Sociale, Archivio notizie
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ORVIETO – Ci sono libri “chiari” e libri “oscuri”. Sul lato più estremo dell’oscurità si può  collocare il “Manoscritto Voynich”, misterioso ed enigmatico volume scritto con un sistema alfabetico e linguistico ancora indecifrato, illustrato da immagini di una “botanica aliena”, e che da secoli resiste tetragono agli assalti di agguerriti decrittatori. Un libro abissale, respingente, forse chiuso per sempre. Noi, di questa ipotetica “scienza bibliocromatica”, amiamo invece il lato luminoso. E in questo luogo vivificato dalla luce, per restare ai manoscritti sui generis e ai “pezzi unici”, viene posto il “librone”, sorprendente esito del progetto “La rivolta dei segni” promosso dalla USL2 e regalato dalla “Porta del Sole” di Ficulle – Centro Socio-Riabilitativo gestito dalla Cooperativa “Il Quadrifoglio” – alla Biblioteca Comunale di Orvieto in occasione di una pubblica iniziativa svoltasi alla “Luigi Fumi” il 29 novembre 2018.
“Librone” perché si tratta proprio di un grande volume: un metro di larghezza per 80 cm di altezza. In verità, il libro è molto più di un “manoscritto”. È fatto di carta e di stoffa e si offre agli occhi, al tatto e al cuore. Lo possono leggere tutti: dai bambini con disturbi del neurosviluppo, da persone con disabilità cognitive e fisiche e da tutti quelli che, grandi e piccoli, amano le storie. È stato usato un carattere ad alta leggibilità, speciali grafemi e figure esplicative, immagini evocative e un apparato di elementi tattili che accompagna la narrazione della vicenda. Del testo è stata data una traduzione in braille e, attraverso uno speciale software, una versione elettronica destinata ai bambini e ragazzi con DSA. Il “Librone” si situa esattamente all’opposto del “Manoscritto Voynich”. Quest’ultimo geloso di sé fino a precipitare nel vuoto di segni privi di umanità; il primo, invece, segnato radicalmente e fisicamente da un percorso di amicizia, di relazioni, di empatia.
All’evento del 29 novembre hanno partecipato il vicesindaco e assessore alle Politiche Sociali del Comune di Orvieto Cristina Croce, il direttore del Distretto USL2 Orvieto Teresa Manuela Urbani, l’assistente sociale del centro Antonietta Ricci Scricciolo, i “Lettori Portatili” e la vicepreside dell’Istituto Comprensivo dell’Alto Orvietano “Raffaele La Porta” prof.ssa Antonella Pattuglia.
Il “Librone” nasce da una straordinaria esperienza di integrazione, di educazione e di amicizia: all’opera, nata all’interno del centro Socio-Riabilitativo “La Porta del Sole”, hanno infatti contributo i bambini e i ragazzi della scuola primaria e secondaria “E.Piccini” di Ficulle e i volontari dell’Associazione “Lettori Portatili”.
All’iniziativa della Biblioteca erano presenti tanti bambini che hanno accolto il gran libro con meraviglia e curiosità. Poi sono stati gli stessi ospiti del Centro e gli Operatori a condurre un laboratorio di fabbricazione di storie attraverso parole, immagini, materiali. I bambini hanno letto, guardato, toccato, inventato. Un’immersione multisensoriale in un oggetto magico, carico di belle storie vere, quasi vere e inventate. Un mondo possibile dove le diverse abilità coesistono e si integrano, rendendo visibile quel pensiero di Stéphane Mallarmé, fantastico e temerario, secondo cui “il mondo è fatto per finire in un bel libro”

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