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Home Politica

Accattonaggio molesto, repinta in consiglio la richiesta di un’ordinanza per contrastare il fenomeno

Redazione 2 by Redazione 2
9 Giugno 2017
in Politica, Secondarie, Archivio notizie
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ORVIETO – Il Consiglio Comunale ha respinto (7 contrari; 3 favorevoli) la mozione inerente le disposizioni per contrastare il degrado urbano / misure antiaccattonaggio molesto presentata dai gruppi consiliari “Forza Italia”, “Identità e Territorio” e “Gruppo Misto” che impegnava il sindaco e l’Amministrazione Comunale ad emettere una Ordinanza che vieti l’accattonaggio molesto e la mendicità invasiva su tutto il territorio comunale con particolare attenzione a quei comportamenti particolarmente lesivi della sicurezza dei cittadini e del decoro della città.
La mozione è stata illustrata dalla consigliera Roberta Tardani (Capogruppo Forza Italia) il quale ha fatto presente che “La dimensione del fenomeno della mendicità nel territorio comunale ed in particolare nel centro storico è andata aumentando negli ultimi mesi. Quindi lo spirito della mozione è quello di preservare il diritto dei cittadini alla sicurezza, nonché quello di salvaguardare il decoro della città e di promuovere il rispetto per il prossimo. Peraltro, tale ‘pendolarismo mendicante’ è spesso promosso da organizzazioni che sfruttano il prossimo inoltre, tali situazioni perdurano da tempo ed in maniera continuativa, tanto che ormai il fenomeno è palesemente sotto gli occhi di tutti. Si richiamano, pertanto, l’applicazione dell’Art. 54 del T.U.E.L. e dell’Art. 2 del Decreto del Ministero dell’Interno del 5 agosto 2008 sui poteri dei sindaci in materia di incolumità pubblica e sicurezza urbana e le successive norme e sentenze della Corte Costituzionale ribadite dal recente D.L. 14 del 20 febbraio 2017, recante ‘Disposizioni urgenti in materia di sicurezza delle città’”.“Chiediamo una ordinanza per contrastare il fenomeno – ha concluso – non parliamo dei rifugiati politici ma di persone portate a mendicare in città da vere e proprie organizzazioni di cui occorre indagare la provenienza, avvalendosi del nuovo decreto Minniti. Il Sindaco ha fatto incontri anche in Prefettura e ne prendiamo atto, ma bisogna adottare dei provvedimenti. E’ il momento di intervenire per dare anche una immagine diversa della città”.


Dibattito:

Lucia Vergaglia (M5S): “E’ delicato esprimere un’opinione perché parliamo di persone e sicuramente dietro c’è una organizzazione. Vorrei capire però quali sono gli strumenti che il sindaco ha realmente per contrastare questo fenomeno. Teoricamente mi asterrei ma se la legge attribuisce degli strumenti tali che possa essere efficacemente sviluppata una situazione di contrasto a questi fenomeni senza trascendere l’emarginazione, allora ragioniamo se si possono attuare anche sul nostro territorio soluzioni forse già adottate in altre realtà”.

Maria Flavia Timperi (PD): “E’ l’ennesima mozione che si aggiunge ad interrogazioni e question time già presentate dalla minoranza. La materia è giuridicamente piuttosto nebulosa. Le situazioni che vengono affrontate sono solo quelle che non si possono risolvere altrimenti, quindi servirebbero almeno dei dati. Mi affiderei ad un atteggiamento etico, quindi non me la sento di considerare questo fenomeno come ‘immondizia’ da allontanare dal centro abitato perché crea disagio. L’idea del sindaco sceriffo non piace e sono consapevole che ci sono situazioni di emergenza che vanno affrontate con sensibilità e consapevolezza”.

Stefano Olimpieri (Identità e Territorio): “L’etica è materia complessa che ci porterebbe fuori i paletti concreti della mozione, il quadro è oggettivamente insostenibile. Il problema va affrontato con gli strumenti che la legge mette a disposizione, il decreto Minniti amplia il potere dei sindaci. Quindi è una proposta di buon senso che guarda ai cittadini più deboli, peraltro, c’è anche il decoro della città che va affrontato dalle istituzioni”.

Andrea Sacripanti (Gruppo Misto): “Il fatto che la minoranza chieda un intervento al massimo organo di governo della città esclude qualsiasi tentativo di ricorso a sistemi di autotutela. Il problema è quando lasciamo sole le persone anziane, quindi va fatto un discorso di tutela. I cittadini hanno una percezione di sicurezza che è diversa rispetto al passato. Non possiamo sottacerlo. Ci sono dei ragazzi che stanno in pianta stabile in alcuni siti del centro storico.
Quindi non confondiamo tra la carità e queste forme di accattonaggio. Tutti noi aiutiamo chi ha una situazione di difficoltà, inoltre va evidenziato che alcuni di questi soggetti in modo molto più ragionevole si rivolgono alla Caritas o ad altre associazioni. Ci sono invece giovani che ogni giorno arrivano in treno e prendono possesso del
territorio, e sicuramente dietro hanno una organizzazione. Non chiediamo azioni di repressione violenta, ma che la massima istituzione cittadina si fa sentire rispetto al presidio del territorio anche attraverso i Vigili Urbani. La delocalizzazione dei Vigili Urbani a Via Roma non è stata felice e fà sentire la mancanza del presidio di sicurezza del centro storico. Al sindaco chiediamo la elaborazione di un provvedimento che sottolinei che il Comune c’è. Ci sono delle misure che si possono adottare. Vogliamo fare una discussione pacata ma finalizzata a focalizzare il problema”.

Sindaco, Giuseppe Germani: “Il Comune di Orvieto c’è e fra tutti i comuni umbri ha già svolto due iniziative con il Comitato Provinciale per la Sicurezza, abbiamo già fatto la verifica con i Vigili Urbani sui soggetti presenti in città. Laddove ci sono le condizioni, vengono fatti i fogli di via anche da parte dei Vigili Urbani coordinati dalla Questura e dalla Prefettura. Si tratta di soggetti che o stanno nei centri del nostro territorio o nei territori della provincia di Terni. La parte principale di queste persone sono rimaste fuori delle attività sociali concordate con i centri. Iniziamo con dei servizi notturni anche con i Vigili Urbani. Il decreto Minniti è stato oggetto di approfondimenti a Terni e stiamo aspettando il regolamento attuativo per vedere quelle che sono le azioni che il Sindaco può mettere in atto. E’ un problema generale che va affrontato con degli strumenti particolari. Se il decreto Minniti ce lo consentirà procederemo con gli interventi. Vorrei evitare la troppa strumentalizzazione del problema”.

Replica Tardani: “Il fenomeno si sta moltiplicando e l’emissione di una ordinanza è prerogativa del sindaco dal momento che crea sicurezza e tutela del decoro urbano. Forse non sono sufficienti le misure attuate dall’Amministrazione. Abbiamo circa 80 soggetti accolti nelle nostre strutture e sostenuti dall’Amministrazione, quindi abbiamo il dovere di attuare azioni a tutela dei cittadini rispetto ad un fenomeno che sta crescendo di giorno in giorno”.

Vergaglia: “Il sindaco è stato chiaro, forse i colleghi dell’opposizione non hanno centrato la tipologia di atto da presentare (la mozione), quindi se queste persone non sono certificate come pericolose non si può fare più di tanto. Possiamo farci solo portavoce di un disagio che i cittadini ci rappresentano. Tutto sta alla funzionalità delle azioni che si possono intraprendere. Non siamo all’allarme sociale e non possiamo attivare una azione preventiva prima ancora che una minaccia accada. Dobbiamo limitarci a tenere alta la guardia rispetto ai fenomeni che possono essere nascosti. Voto contrario”.

 

(Fonte: Ufficio Stampa Comune di Orvieto)

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