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Home Territorio

La processione di Sant’Ermete chiude il Giubileo aquesiano

Redazione 2 by Redazione 2
7 Settembre 2016
in Territorio, Archivio notizie
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ACQUAPENDENTE – Il gruppo sbandieratori ed il Corteo Storico  sono state le attrattive principali della processione di Sant’Ermete, evento di chiusura del Giubileo aquesiano. Davanti all’urna di Sant’Ermete, ai bambini della piccola comunione, a confraternite locali e provenienti dai centri limitrofi, hanno sfilato con splendidi costumi i seguenti figuranti: gonfalone, chiarine, tamburi, bandiere dei quattro quartieri (Santa Vittoria, Santa Maria, San Lorenzo, San Giovanni), gonfaloniere e Signora, primo Priore e Signora, secondo Priore e Signora, rappresentanti delle Pezzacce, vice legato Pontificio, Dottori in Legge e Signora, Paggio, Notaio e Signora, Girolamo Fabrizio e Signora, Armigeri, Damigella con chiavi Città, Console delle Arti, Dame e Damigelle, Guardie del comune, Capitano delle Guardie del comune, Rappresentanza di Nobildonne, balestrieri, Giudice e Signora, Mercante e Signora, speziale e Signora, 4 rappresentanti delle arti, balestrieri, primo capitano delle milizia, balestrieri, gonfalone, mini-sbandieratori, chiarine, tamburi, sbandieratori. In vista dell’evento il bibliotecario Marcello Rossi ne ha ricostruito la storia nello splendido volume Un fiore per la libertà.

Per arricchire la sfilata dei grandi quadri floreali chiamati Pugnaloni ed in riferimento ai protagonisti del miracolo del ciliegio secco rifiorito fu deciso che ogni Pugnalone fosse preceduto da tre ragazzi vestiti con abiti da contadino medievale. I tre personaggi indossavano una rustica tunica e portavano una bandiera distintiva del Gruppo che aveva realizzato il Pugnalone stesso. Successivamente questi ragazzi iniziarono a fare i primi giochi con le bandiere accompagnate dal suono dei tamburi suscitando un notevole entusiasmo tra gli aquesiani. Ben presto aumentò il numero degli sbandieratori, dei tamburini e delle chiarine, i costumi divennero più ricchi e si determinò maggiore ricerca di motivi araldici da utilizzare nelle bandiere e nei tamburi, si migliorarono inoltre le coreografie individuali e di gruppo. Arrivarono inviti per esibizioni in piccole e grandi città non solo in Italia ma anche in Francia, in Germania, in Scozia ed in Ungheria.

Nel frattempo furono realizzati costumi sempre più raffinati e ricercati con i classici colori araldici del comune di Acquapendente: giallo e blù. Circa dieci anni dopo, nel 1987, il gruppo di sbandieratori, nato nell’ambito della Festa della Madonna del Fiore e subito complementare ad essa, si rese promotore della realizzazione del corteo storico città di Acquapendente: un corteo anche esso legato a questa Festa ed ispirato alla solenne processione descritta dal notaio Pietro Paolo Biondi nelle Croniche di Acquapendente nel 1588. Pertanto lo stile degli abiti si ispirò a questo periodo storico, epoca in cui Acquapendente godette di notevole prosperità ed ebbe corporazioni delle arti operose e fiorenti che esportavano i loro prodotti in vasti territori. Tutti i costumi, molto ricercati sia nelle pregiate stoffe di velluto e di broccato, che nelle rifiniture, impegnarono e tutt’ora impegnano un nutrito gruppo di sarte che si occupano della realizzazione di nuovi costumi e della cura di quelli esistenti.

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