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Troppi cinghiali, danni alle colture. Il grido di disperazione degli agricoltori tra Umbria e Lazio

Comunicato by Comunicato
15 Maggio 2016
in Territorio, Secondarie, Archivio notizie
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L’annoso problema dei danni causati dai cinghiali alle coltivazioni agricole e agli allevamenti è noto e purtroppo ormai annoso. Non si è mai trovata una soluzione seria a questo problema che anziché trovare un contenimento ha conosciuto negli ultimi tempi un aggravarsi senza precedenti.
Le aziende agricole sono ormai allo stremo delle proprie forze perché questi animali sono sempre in numero maggiore e con esso si moltiplicano i danni sia alle coltivazioni e sia agli allevamenti in quanto essendo un animale onnivoro si nutre di vegetali e animali, ma ormai minaccia anche l’incolumità delle persone in quanto si spingono fin dentro le abitazioni per non parlare degli innumerevoli incidenti stradali con conseguenze che nel migliore dei casi sono di tipo materiale con danneggiamenti alle vetture oltre che mettere a rischio la vita degli automobilisti. Un numeroso gruppo di agricoltori che operano nell’alto Viterbese, valle dei calanchi e valle del Tevere nei territori comunali di Castiglione in Teverina, Civitella d’Agliano, Lubriano, Bagnoregio e Graffignano a confine con l’Umbria, è giunta all’ESASPERAZIONE stante i danni subiti ormai sistematicamente tutte le notti alle proprie produzioni agricole (vegetali e animali).
Stante le numerose denuncie presentate alle Autorità competenti finalizzate al riconoscimento e all’indennizzo dei danni subiti nonché alla richiesta di contenimento della popolazione di cinghiali mediante selezione e abbattimento, di contro si vedono rispondere semplicemente che le competenze adesso sono della Regione e che pertanto questa provvederà a regolare il problema.
Qui arriva la beffa e l’assurdo della cosa!! Infatti con Delibera di Giunta Regionale del Lazio dallo scorso marzo 2016 la competenza relativa alla caccia e il controllo della fauna selvatica a difesa delle colture agricole, è passata dalla Provincia di Viterbo alla Regione Lazio, ma a tutt’oggi la Regione non da risposte agli agricoltori che subiscono danni in quanto non sono attive quelle procedure operative che vanno dalla denuncia e segnalazione dei danni all’abbattimento di questi animali (si rimane nell’inerzia). Di fatto quindi la Regione ha la competenza a titolo burocratico (sulla carta) ma manca l’operatività e l’applicazione degli strumenti!!!.
Si pensi al fatto che l’organo di Polizia Provinciale che si occupa dell’abbattimento dei cinghiali sul territorio, non lo può più fare perché dipende dalla Provincia di Viterbo, ma essendo ormai la competenza della Legge della Regione non possono per questo operare e d’altro canto l’Ente Regionale non dispone dell’organo di Polizia (quindi nessuno fa niente).
In questo stato di confusione e inerzia delle Istituzioni [pagate dai contribuenti] chi ci rimette in toto (materialmente e moralmente) sono solo gli agricoltori e gli allevatori che si vedono letteralmente “distruggere” tutte le proprie produzioni agricole senza ricevere risarcimenti e soprattutto senza che si trovi una soluzione seria al problema richiesta a gran voce e da molto tempo con l’unica ed inevitabile conseguenza del fallimento/chiusura per molte di esse!!!!!.

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