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Seconda giornata del X Congresso italiano di Teriologia

Comunicato by Comunicato
23 Aprile 2016
in Territorio, Secondarie, Archivio notizie
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ACQUAPENDENTE – Altre dieci ore di sessione, hanno caratterizzato la seconda giornata del decimo Congresso italiano di Teriologia organizzato dall’Associazione Teriologica Italiana, in collaborazione con Regione Lazio (Direzione Ambienti e Sistemi Naturali), Riserva Naturale Monte Rufeno, Comune di Acquapendente e Società Italiana di Ecopatologia della Fauna ed ospitato ad Acquapendente presso il Teatro Boni.
A valorizzare la sessione “Mammiferi, impatti ecopatologici, antropici e gestione” inaugurata da Fabio Mantovani (Università degli Studi di Ferrara, Istituto Nazionale di Fisica Nucleare) gli interventi dei docenti R.Viganò, E. Ballocchi, M. Cazzorla, R. Papillo, B. Rodà, F. Obber, P.L Cazzola, N. Formenti, M. Bonfanti, R. Viganò, C. Fraquelli, T. Trogu, N. Ferrari, R. Palme, P. Lanfranchi, F.Santicchia, B. Dantzer, G. Colombo, F. Van Kasteren, R. Palme, A. Martinoli, L.A. Wauters, R. Cassini, M. Mosconi, M. Dalla Fontana, P. Semenzato, A. Frangipane Di Regalbono, E. Sturaro, M. Ramanzin, P. Partel, S. Cavallero, C.V. Citterio, L.Stancampiano, C. Gemianini, V. Trocchi, M. Salvioli, A. Lavazza, M. Zanoni, M. Chiari, G. Gilioli, M.Besozzi, C. Luzzago, R. Viganò, F. Ceriani, S. Lauzi, F. Romero-Palomo, G. Sironi, P. Lanfranchi, G. Sozio, I. Pascucci, M. Di Domenico, A. Flavioni, V. Curini, C. Cammà, D. Lelli, P. De Benedictis, N. Decaro, A. Prosperi, S. Leopardi, D. Scaravelli, E. Rosti, A. Moreno, A. Lavazza, S. Leopardi, D. Scaravelli, P. Priori, B. Zecchin, P. De Benedectis. “Abbiamo affrontato”, sottolineano i coordinatori Vittorio Guberti, Carlo Citterio, Lucas Wauters, Claudia Romeo, “i temi riguardanti la definizione dello stato sanitario delle popolazioni selvatiche e dei meccanismi che regolano il rapporto ospite-parassita e la dinamica delle popolazioni stesse, con particolare legame tra gli aspetti ecopatologici e conservazionistici ed alle problematiche gestionali inerenti l’interfaccia tra faune e sanità pubblica.
In relazione al loro impatto sui tassi di mortalità, riproduzione e reclutamento, gli agenti patogeni (micro e macroparassiti), rientrano tra i fattori che possono maggiormente influenzare, seppur in misura e con modalità differenti, la dinamica delle popolazioni selvatiche. Di conseguenza, l’indagine ecopatologica, rappresenta uno strumento importante per la comprensione dei meccanismi che regolano le popolazioni animali e per la corretta pianificazione di strategie gestionali e conservazionistiche. Inoltre, le specie animali selvatiche possono svolgere un ruolo di rilievo nei cicli di trasmissione di infezioni a valenza zoonosica e zooeconomica, nonché nell’emergenza di patologie.
Tale aspetto genera sovente una conflittualità tra le necessità gestionali a livello di sanità pubblica e a livello di conservazione della biodiversità, rendendo ancor più fondamentale una corretta interpretazione delle dinamiche epimediologiche ed eco patologiche”. A partire dalle ore 15.30 e fino alle ore 17.00, si è svolto il workshop “Mammiferi e Reti Natura 2000“ introdotto da A. Martinoli e trattato nello specifico da P. Genovesi, V. La Morgia, G. Sozio, R. Fusillo, M. Apollonio.
“Lo scopo”, sottolineano i coordinatori Marco Apollonio, Piero Genovesi, Danilo Russo, Adriano Martinoli, “è stato quello di favorire il dibattito in merito all’elaborazione di protocolli di monitoraggio standard per i mammiferi di interesse unionale valutare casi di potenziale inadeguatezza della Rete Natura 2000 per alcune specie, oltre che approfondire l’analisi in merito al valori favorevoli di riferimento richiesti dalla normativa europea. La Direttiva Habitat (92/43/CEE) rappresenta un essenziale pilastro della politica comunitaria per la conservazione della natura garantendo, nel nostro Paese, la protezione di circa 350 specie di animali e vegetali e 132 habitat di importanza europea. Gli Stati Membri hanno l’obbligo di monitoraggio dello stato di conservazione di habitat e specie.
Il monitoraggio dello stato di conservazione della specie, rappresenta un importante metodo di controllo relativo all’efficienza dei sistemi di gestione adottati per la conservazione della specie e degli habitat di interesse unionale su scala nazionale e regionale, consentendo l’adempimento della valutazione periodica da parte della Commissione del contributo della Rete Natura 2000 alla conservazione della biodiversità. Attualmente sono state avviate le attività che risulteranno preparatorie al quarto rapporto relativo al periodo 2013-2018 ed in tale contesto l’Ispra ha il compito di sviluppare un piano di monitoraggio, in collaborazione con la le società scientifiche nazionali, tra le quali l’Associazione Teriologica Italiana per quanto riguarda i mammiferi.
Le liste ufficiali per l’Italia annoverano oltre 50 specie di mammiferi di interesse europeo, il cui stato di conservazione deve essere valutato a livello nazionale e per regione biogeografia. I dati necessari alla valutazione comprendono distribuzione, areale, consistenza delle popolazioni, andamenti distributivi e di consistenza, qualità e disponibilità dell’habitat, pressioni e minacce”.
La parte congressuale termina con la presentazione del poster “Affamati….anche di scienza”. Dopo l’aperitivo gli organizzatori hanno presentato l’avvenimento di artigianato artistico che ha dilettato congressisti, aquesiani e turisti fino alle ore 23.00 “ La Piazza Santa Maria antistante la sede amministrativa della Riserva Naturale Monte Rufeno ed il Chiostro di San Francesco”, sottolineano, “ospiterà una attività organizzata ad opera del ceramista Angelo Zilio, basata sull’allestimento di una fornace temporanea alimentata a legna e costruita con mattoni refrattari e pannelli in fibra ceramica. Verrà posta per l’occasione una scultura preparata appositamente per l’occasione che l’Associazione Teriologica Italiana donerà al Comune di Acquapendente. Nel forno verrà raggiunta la temperatura di 1000° C ed all’apertura, al termine delle cena sociale, si assisterà alla magia ed ai giochi di luci creati dal corpo incandescente della scultura”.

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