Dei 33 uffici postali umbri coinvolti, sarebbero 4 quelli che nell’Orvietano verranno chiusi del tutto o in parte a partire dal 13 aprile prossimo. E’ previsto dal piano di riorganizzazione di Poste italiane illustrato lunedì dall’azienda ai sindacati e che, a breve, verrà sottoposto ai sindaci dei comuni interessati.
In particolare nell’Orvietano è prevista la chiusura di Sugano (Orvieto) e Melezzole (Montecchio). Tra le razionalizzazioni (3 gg se non diversamente indicato): Allerona, Ficulle e Civitella del Lago (Baschi, 4 gg).
Sull’argomento è intervenuto il segretario della Federazione PD do Terni, Carlo Emanuele Trappolino:
” Il Piano di Poste Italiane che prevede a partire dal 13 Aprile anche per l’Umbria la chiusura o la riduzione d’orario di apertura di tanti uffici postali non può non destare forti preoccupazioni: il ruolo di servizio essenziale per tanti cittadini, di presidio territoriale e di prossimità (soprattutto per le fasce deboli della popolazione) e di supporto alle piccole attività produttive, commerciali e turistiche rischia di venire meno e creare ulteriori problemi alle nostre comunità. Oltre naturalmente ai timori per i lavoratori coinvolti nel ‘piano di razionalizzazione’.
L’azienda, che sembra non disposta a confrontarsi sulle proprie scelte, dovrebbe ricordare piuttosto gli effetti negativi del processo di razionalizzazione del servizio già in atto da svariati anni da parte della società in un contesto peraltro di un mercato postale che sconta un quadro normativo ingessato, dove la posizione ‘privilegiata’ di Poste Italiane (fornitrice del servizio universale degli atti giudiziari e, più in generale, beneficiaria della definizione giuridica stessa di servizio universale) risulta evidente.
Quali gli sforzi sul territorio da parte di Poste Italiane per rilanciare il recapito postale cogliendo le opportunità dell’e-commerce? Quali le azioni strategiche per assumere un ruolo nella logistica? Quali interventi per servizi realmente più efficienti, maggiore libertà di scelta per i consumatori e risparmi da parte dello Stato?”
Quando si opera sul territorio e si ragiona di servizi universali la visione economicista non basta, bisogna avere coraggio e capacità di costruire soluzioni in grado di offrire efficienza, qualità e benessere diffusi >>.









