ORVIETO – L’annuncio del possibile taglio delle indennità, del buono pasto e della produttività dallo stipendio dei dipendenti comunali manda su tutte le furie i sindacati.
La Funzione pubblica della Uil minaccia azioni legali e anche la Cigl intravede profili di illegittimità.
“Gli incentivi alla produttività ed altre indennità, occorre dirlo con chiarezza – puntualizza la Funzione Pubblica Uil – non sono elargizioni benevole delle amministrazioni o regalie ma una parte vera e propria dello stipendio definito dai contratti collettivi azionali di lavoro.
Detto in altri termini, il fondo di cui parla l’assessore Pizzo non è nella disponibilità dell’amministrazione (se non per le modalità di erogazione) che quindi non può unilateralmente determinarne la riduzione o la eliminazione.
La proposta dell’assessore Pizzo dunque ci sembra molto demagogica ma se dovesse essere riproposta porterebbe immediatamente alla mobilitazione del personale e a un contenzioso giudiziario lungo e costoso di cui l’amministrazione comunale non ha proprio bisogno.
C’è necessità, invece, che venga addirittura rafforzato il coinvolgimento proprio dei lavoratori nella lotta agli sprechi e ai disservizi nell’interesse dei cittadini”.
Polemica anche la Cigl. “Da tempo – dichiara Vanda Scarpelli, segretaria generale Fp-Cgil dell’Umbria – la nostra organizzazione chiede un piano di razionalizzazione complessivo del Comune che parta dai costi della politica e della dirigenza. Non si può invece cominciare dal basso, tanto più visto che le retribuzione accessorie dei dipendenti comunali sono previste dal Ccnl di settore e non posso dunque essere oggetto di ulteriori tagli (si tenga a mente che i dipendenti pubblici hanno il contratto bloccato da 4 anni).
Dunque, in attesa del piano di razionalizzazione complessivo, invitiamo l’amministrazione del Comune di Orvieto a non procedere ad azioni che sarebbero inaccettabili oltre che illegittime”.








