ORVIETO – Stefano Ceccantoni non parla. L’antiquario orvietano, tornato in carcere insieme ad altre cinque persone nell’ambito dell’inchiesta sui libri trafugati alla biblioteca Girolamini, ha fatto scena muta ieri mattina davanti al giudice per le indagini preliminari nell’interrogatorio di garanzia che si è svolto nel carcere di Secondigliano. Pochi minuti in tutto, il tempo necessario per le formalità di rito. D’altro canto, l’esito dell’interrogatorio era pressoché scontato alla luce delle 240 pagine di ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip. Ceccantoni è accusato di associazione a delinquere finalizzata al peculato.
Disturbi del neurosviluppo e dello spettro autistico: oltre 513mila euro all’Umbria
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