Consulta per lo sviluppo economico, il consiglio comunale approva il regolamento
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Consulta per lo sviluppo economico, il consiglio comunale approva il regolamento

 

ORVIETO – Il Consiglio Comunale ha approvato (8 favorevoli; 1 contrario: Vergaglia; 2 astenuti: Sacripanti, Tardani) il Regolamento della Consulta per lo sviluppo economico, ovvero lo strumento attraverso il quale i Comuni valorizzano le libere forme associative e promuovano organismi di partecipazione popolare all’amministrazione locale. Con lo stesso esito di voto ha approvato un emendamento presentato dalla cons.ra Martina Mescolini.

Come è noto, le Consulte locali sono organismi consultivi e propositivi, finalizzati a: promuovere un’azione di stimolo e di proposta nei confronti dell’Amministrazione comunale in relazione alle problematiche territoriali, recependo e supportando le istanze che provengono da cittadini, comitati e associazioni presenti sul territorio, in un’ottica di raccordo con il programma amministrativo; favorire ed incentivare l’informazione verso i cittadini sulle tematiche amministrative affrontate dalle istituzioni locali; concorrere ad assicurare, mediante lo strumento della consultazione, un costante collegamento tra le specifiche realtà presenti sul territorio e l’Amministrazione comunale.
Tale organismo di partecipazione è finalizzato ad assicurare la partecipazione dei cittadini e delle associazioni rappresentative delle varie categorie economiche sul tema fondamentale dello sviluppo economico del territorio. Infatti, per rispondere adeguatamente tali esigenze, è necessario dare vita alla Consulta Comunale per lo sviluppo economico con funzione consultiva, non vincolante, nei confronti dell’Amministrazione Comunale in ordine alle linee di indirizzo degli interventi sull’economia locale e sulla programmazione delle attività e degli interventi a sostegno delle attività economiche; strategie comunicative e azioni di marketing territoriale rivolte ai mercati italiani e stranieri; ma anche atti di programmazione e progetti che abbiano chiara e rilevante valenza in materia di promozione dello sviluppo economico che l’Amministrazione proporrà all’esame della Consulta.

La Consulta, inoltre, è strumento di conoscenza delle realtà economiche del Comune; promuove e ricerca anche finanziamenti, progetti e iniziative a sostegno delle attività economiche del comune e per la valorizzazione e fruizione delle risorse presenti sul territorio; favorisce dibattiti, ricerche e incontri; incoraggia rapporti permanenti con gli organismi istituzionali e favorisce il raccordo tra le diverse associazioni sensibili alle tematiche economiche; è, infine, veicolo di conoscenza tra enti pubblici e mondo produttivo, con il compito di individuare le problematiche dei vari comparti economici e di proporre possibili soluzioni avvalendosi delle competenze e conoscenze dei suoi componenti o di esperti consultati allo scopo.
La composizione della Consulta prevede la partecipazione, accanto agli organi istituzionali comunali, di tutte le associazioni e federazioni rappresentative del tessuto economico del territorio con particolare riferimento ai settori di maggiore rilevanza quali quello turistico ed agroalimentare, estendendo tale partecipazione anche alle associazioni a carattere locale.

Il Regolamento della Consulta si compone di 11 articoli. La Consulta ha durata dalla data della sua costituzione fino allo scioglimento, per qualsiasi motivo, del Consiglio Comunale in carica alla data dell’insediamento della stessa.

Relatrice dell’atto è stata l’assessore allo Sviluppo economico ed attività produttive, Roberta Cotigni la quale ha affermato: “Dopo i vari confronti avuti con le Associazioni di categoria, con i commercianti ed operatori economici ho creduto opportuno istituire questa ‘Consulta Comunale sullo Sviluppo Economico’.
Prima di scendere nei dettagli del regolamento della Consulta, vorrei chiarire cosa penso si possa fare per poter apportare un miglioramento al quadro economico di questo territorio comunale.
Il nostro Comune, prettamente a vocazione agricola e turistica, vede negli ultimi anni uno spopolamento inesorabile del suo centro storico e delle sue campagne. Spopolamento che deriva sia dall’invecchiamento della nostra popolazione che da un calo delle nascite, oltre chiaramente anche alla crisi economica che costringe molti giovani a cercare lavoro fuori ed anche dal problema dei servizi per chi vive in piccole frazioni o in campagna. Ritengo quindi necessario attuare quelle politiche che favoriscono l’ingresso nella nostra città di giovani nuclei familiari ed il mantenimento ed il ripopolamento di quei piccoli borghi che si stanno spopolando.
Come favorire il tutto? Certamente con politiche che prevedono sgravi fiscali sia a favore di chi acquista o prende in affitto, sia a favore di chi vende o da in affitto, sia a favore di chi ristruttura, politiche che tendono ad incrementare i servizi nelle piccole realtà Certo non è facile viste le scarse risorse di cui disponiamo ma credo tanto dipenda dalla volontà e dalle scelte politiche. Un passo in avanti su questo si sta facendo con le aree interne ed a breve vedremo i primi risultati. Altro punto da cui partire è senz’altro l’accoglienza turistica che ad oggi necessita di maggior attenzione. L’accoglienza al turista non la fa soltanto l’operatore economico ma spetta ad ogni singolo cittadino che ama e che conosce il suo territorio. Bisognerebbe imparare a narrare il nostro territorio. Molto pochi però lo conoscono a fondo e quindi spetta alla politica provare a ricreare quel senso di appartenenza che oggi si è un po’ perso. Dovremmo lavorare e spendere di più sui servizi, sulla pulizia sulla qualità dell’offerta poiché in sintesi il turista deve andarsene portando con se il ricordo e il sapore del nostro territorio.
Questa Consulta dovrà inoltre capire quali strumenti adottare per dare sostegno alle attività economiche, quali strategie comunicative ed operazioni di marketing fare e quali progetti mettere in campo.
Tutto questo con la massima collaborazione accompagnata dalla determinazione di creare e costruire uno strumento che sia di concreto sostegno all’economia del territorio.
Il regolamento che andiamo ad approvare è molto semplice e prende spunto da altri regolamenti su questa materia già approvati ed in vigore in numerose città italiane.
Ciascuno dei Consiglieri lo avrà già studiato ma ribadisco i punti più significativi quali le funzioni della Consulta dove si elencano i pareri che questa esprime, in ordine a linee di indirizzo, strategie comunicative ed azioni di marketing, atti di programmazione e progetti. La consulta inoltre è uno strumento di conoscenza delle realtà economiche del Comune, può promuovere progetti, dibattiti, ricerche, incontri, rapporti con gli organismi istituzionali e rappresenta un veicolo di conoscenza tra enti pubblici e mondo produttivo.
Di strategica importanza è la composizione della Consulta che prevede l’integrazione anche in momenti successivi di realtà che magari ancora non erano entrate a farne parte o di nuova costituzione.
È mia intenzione, e lo dichiaro fin da subito, convocarla o farla convocare in modo periodico frequente al fine di dare continuità e sviluppo concreto su quanto viene deciso”.

La cons.ra Martina Mescolini (PD) ha definito la Consulta come “Un valido strumento di partecipazione, sicuramente un progetto ambizioso” quindi ha presentato l’emendamento all’art. 5 del Regolamento della Consulta chiedendo di “integrare tra i componenti del’Assemblea anche un rappresentante del mondo cooperativistico nelle varie accezioni: Legacoop, ConfCooperative, Agci” e di “rimuovere un refuso relativo all’associazione ‘OrvietoLife’”.

In sede di dibattito, Andrea Sacripanti (Gruppo Misto): “Un vecchio adagio dice che quando non si sa come intervenire si tenta di gettare del fumo negli occhi convocando e coinvolgendo più gente possibile in nome della nobile ‘partecipazione’. Io stesso proposi la costituzione di un tavolo sul turismo intorno ai temi della tassa di soggiorno, ma poi non si è addivenuti al nulla. I tempi sono stretti per la fine della consiliatura. Nelle premesse si avvertono delle nobili intenzioni perciò mi attendevo un’attenzione alla realtà imprenditoriale orvietana; sul piano della concretezza ho però delle riserve. Capisco l’attenzione di alcuni consiglieri sul mondo delle cooperative visto che ci lavorano magari studiamo bene che non ci sia qualche conflitto di interessi. Voterò a favore con tutte le riserve del caso”.
Lucia Vergaglia (M5s): “La Consulta presuppone studio, ricerca, atti scritti su cui difficilmente si può essere contrari. Dopo quattro anni in cui l’Amministrazione non ha puntato sull’esperienza e l’operatività dei QSV che sono lo strumento legislativo preposto, siamo ancora a questo? Evidentemente la partecipazione e il coinvolgimento non funziona, però a pochi mesi dalla scadenza del mandato vengono allestiti orticelli dove impiantare i semini delle promesse elettorali. C’è una lista impressionante di partecipanti. Io non ci credo semplicemente. Sono 4 anni che attendo la nomina dei Decò finalizzati alla valorizzazione dei prodotti locali, adesso in prossimità delle elezioni viene spolverata la Consulta per l’Economia bypassando i QSV. Basterebbe che l’Amministrazione facesse quello che è già stato approvato anche con il contributo della minoranza. L’idea è scarsamente funzionale e sicuramente non operativa. Voto contrario”.
Roberta Tardani (Forza Italia): “Concordo con Sacripanti e Vergaglia. In questi anni abbiamo fatto talmente tanti tavoli: primi li abbiamo chiamati QSV, poi cabina di regia, poi gruppo di lavoro sul turismo che nel 2017 è diventato tavolo interistituzionale sul turismo con la partecipazione dell’Università di Perugia; e ancora Osservatorio sulla tassa di soggiorno. Tante parole, ma niente fatti. A otto mesi dalle elezioni istituiamo l’ennesimo tavolo chiamandolo Consulta. Io condivido gli strumenti di partecipazione, il QSV è quello istituzionalmente riconosciuto. Dopo aver tranciato tutti i rapporti con la città adesso si profila un nuovo strumento a cui non crediamo assolutamente, perché è solo uno strumento di propaganda per richiamare a raccolta soggetti che si erano allontanati. Ma il tempo è finito! La solo novità è quella di riunire le forze dopo che sono state movimentate le deleghe tra gli assessori”.
Alessandro Vignoli (Per andare avanti): “Sono favorevole perché, pur condividendo alcune considerazioni dei consiglieri che mi hanno preceduto, mi riferisco ai reali risultati di una consulta, essa si connota come chiusura del cerchio rispetto all’ascolto a cui Roberta Cotigni ha dedicato sempre molta attenzione durante l’intero periodo della consiliatura. In un certo senso si tratta di formalizzare una cosa che il neo Assessore stava già facendo da tempo. Una forma di partecipazione democratica verso cui è difficile votare contro, e che comunque ha una funzione informativa”.
Andrea Taddei (PD): “Il rischio, che può esserci, è che si tratti di un atto che possa essere letto come una ricerca di consenso in vista della prossima tornata; la differenza la fa il fatto che è un atto condiviso con il Sindaco e la Giunta più che dell’Assessore. Ci sono degli attori imprescindibili: il mondo finanziario è presente con la Fondazione CRO, tuttavia andrebbero associate anche le due banche del territorio: CRO e Banca di Credito Cooperativo. Segnalo inoltre, il Consorzio del Vino come attrattore. Anche le cooperative che sono forme di impresa ed hanno creato situazioni di lavoro potranno arricchire il tavolo della consulta. Da ipotizzare. Inoltre, la presenza di tutte le rappresentanze sindacali e di associazioni presenti nel mondo lavorativo, penso alla Caritas. Il voto favorevole è un atto di fiducia ma con l’integrazione che ho esplicitato”.

Replica assessore Cotigni: “Non penso di fare l’assessore condizionando il mio lavoro alle elezioni; invece, per il tempo che avrò a disposizione, intendo assolvere a questo ruolo nella pienezza delle competenze. Sta all’intelligenza di chi verrà dopo di noi portare avanti quello che di buono potremo avere fatto. Ovviamente ho condiviso la proposta con il Sindaco e la Giunta ma non posso disconoscere di aver pensato io questa iniziativa”.

Dichiarazioni di voto, Sacripanti: “Ho cambiato idea e mi astengo perché si sta creando una struttura ingolfata di tanti rappresentanti. Già è difficile mettere insieme pochi soggetti ma buoni, figurarsi uno strumento sovraffollato di rappresentanze, una struttura elefantiaca che non avrà modo di lavorare per un tempo realmente limitato. Per queste ragioni mi asterrò”.
Di Bartolomeo (PSI): “Più volte è stato fatto il tentativo di aprire un dialogo con le varie componenti della città che è una cosa necessaria. Ritengo che determinate consulte devono essere gestite in maniera concreta, cosa che fin’ora non ho visto. Credo che l’Assessore ce la possa fare nell’interesse della nostra città. Gestito in maniera concreta penso che si possa di nuovi iniziare un percorso”.
Mescolini: “L’emendamento è stato condiviso con il gruppo e l’Assessore. Per far partire la Consulta è importante avere tutte le componenti del mondo delle professioni. Trovo deprimente che sul piano politico non si vogliano leggere i cambiamenti. Importante che la consulta si interfacci con le realtà del credito e del lavoro, sicuramente dovrà trovare le forme adeguate a questo confronto. Ringrazio l’Assessore che è stata sempre fra la gente”.
Vergaglia: “Dobbiamo guardarci in faccia: quanti saranno realmente i partecipanti e quante le aspettative? Il punto è che proprio le associazioni fino ad ora non hanno dato credito all’Amministrazione che, adesso, in vista delle elezioni si presenta alle categorie dicendo: ora si può fare! Mentre prima la situazione era blindata a livello di investimenti, il sospetto adesso è che si affidi il cerino all’assessore di turno. Il giardino delle idee e delle promesse elettorali non lo posso condividere anche perché è mortificante per gli interlocutori. Lo trovo addirittura nocivo. D’altra parte sia Cotigni che Mescolini stavano già in maggioranza. Non do chance a questo strumento e voto contrario”.
Tardani: “Per un atto di cortesia verso l’Assessore mi asterrò. Ritengo che questo strumento sia assolutamente superfluo. Tutti gli strumenti sono stati finora inutili perché gli Assessorati che vi hanno lavorato (penso al turismo) li hanno fatti fallire. Io credo che l’Assessore non voglia mettere in piedi questa consulta per le elezioni, infatti lo strumento dovrebbe consegnare all’Amministrazione il quadro, i problemi e le soluzioni. A otto mesi dalle elezioni siamo solo agli inizi. Comunque vada buona fortuna”.

6 luglio 2018

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