Palombella, corteo storico, dame e popolani: ecco come a Orvieto si rinnova la tradizione

 

ORVIETO – All’esito dell’incontro svoltosi venerdì 4 maggio con il sindaco, Giuseppe Germani, il presidente dell’Associazione “Lea Pacini per il Corteo Storico Città di Orvieto”, Silverio Tafuro unitamente ai consiglieri Franco Barbabella e Franco Pietrantozzi, il presidente del Comitato Cittadino dei Quartieri Leonardo Mariani e il vice presidente Armando Fratini con i rappresentanti di danzatrici e musici, e a conclusione di un percorso di progettazione e coordinamento delle maggiori feste tradizionali della Palombella e del Corpus Domini, è stato concordato e definito lo schema attuativo degli eventi e l’integrazione tra le diverse associazioni sulla base delle rispettive istanze di partecipazione, competenze ed esperienze messe a disposizione della Città. Schema che contiene e rappresenta le linee guida in recepimento della specifica e chiara richiesta del Sindaco in termini di collaborazione, coordinamento e reciproca accoglienza.

In particolare, nell’ambito del programma della festività della Pentecoste in agenda per  il prossimo 20 maggio, il Palio della Palombella rappresenta l’evento condiviso tra le suddette associazioni, che prevede tradizionalmente anche la partecipazione dell’Associazione Balestrieri, sbandieratori. musici e danzatrici, e dei figuranti del Popolo orvietano animati e coordinati da Nicoletta De Angelis e Rita Paoletti.

Anche per il 2018 sono confermate tali partecipazioni come pure la determinante collaborazione dell’Associazione Lea Pacini, la quale con grande disponibilità e spirito di appartenenza, si è impegnata a corrispondere alla richiesta del sindaco rendendo disponibile il Corteo delle Dame con una rappresentanza di circa 15/20 dame (i cui costumi saranno subito dopo sottoposti a pulitura e manutenzione a spese dell’Amministrazione per renderli disponibili per l’evento del 2 giugno) e una rappresentanza del Corteo con famiglie e stendardi dei quartieri concordati con l’Associazione Comitato dei Quartieri.
Analoga disponibilità è stata espressa anche nel fornire gli abiti per le danzatrici della scuola di Elisabetta Mancini che intratterranno il pubblico durante il palio. Tutto questo per comporre una grande coreografia che renda onore alla importante tradizione della Palombella, definita “Pasqua rosata degli orvietani”.

Quanto alla festa del Corpus Domini quest’anno vi sarà il ritorno del Corteo delle Dame al sabato pomeriggio, 2 giugno, per partecipare alla cerimonia dei vespri nella Cattedrale, accompagnato dalla messaggeria del Corteo Storico di nuova istituzione e in prima uscita per questa occasione e dal corteo del Popolo orvietano che porterà il nuovo vessillo della Beata Vanna da Carnaiola protettrice della sarte e delle ricamatrici. Il vessillo sarà benedetto da S.E. il Vescovo Mons. Benedetto Tuzia durante i Vespri. Nel percorso cittadino il Corteo delle Dame sarà accompagnato dai figuranti, popolani e dalle danzatrici.

Nella giornata di domenica 3 giugno, la processione del Corpus Domini vedrà come di consueto il Corteo Storico aprire il percorso dietro alla Santa Croce, con oltre 400 figuranti.
A seguire, anche quest’anno, sfileranno i personaggi interpreti dell’antico Popolo orvietano, in circa 45 partecipanti sotto lo stendardo della Beata Vanna. Limitato a 40 (dai 14 anni in sù) il numero di popolani che quest’anno sfileranno dietro al corteo.

Sarà questo il tributo di rievocazione alla realtà sempre vera e attuale del Corpus Christi al centro della processione religiosa riunita intorno alla Santa Reliquia del Miracolo Eucaristico del 1263 e accompagnata dalla rappresentanza delle istituzioni e di tutte le associazioni di servizio liturgico e volontariato sociale della diocesi, oltre che dalla preghiera e dalla condivisione di tutti i fedeli.

Questo palinsesto – spiega il sindaco, Giuseppe Germanisarà portatore dello spirito di comunità, di identità e appartenenza che Orvieto è in grado di esprimere e al quale l’Amministrazione e la Città tutta fanno esplicito riferimento quando richiamando al valore della collaborazione e alla condivisione per tutte le rappresentanze. Solo così gli eventi possono orgogliosamente rinnovare la memoria storica della città ed essere efficace narrazione di una tradizione che è eredità da conservare e da alimentare con rispettoso impegno”.
 


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