Flussi turistici, Orvieto per Tutti: “Serve coesione tra le varie anime imprenditoriali e culturali della città”

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Siamo ormai al giro di boa dell’anno in corso e siamo in grado di pubblicare la consueta raccolta/raffronto dei dati sui flussi turistici del primo semestre 2018, in rapporto ai rispettivi periodi fin dal 2011.
I dati confermano sicuramente che ci stiamo riprendendo dalla flessione dovuta principalmente ai postumi del sisma della fine del 2016, prova ne è che i maggiori risultati positivi si sono riscontrati nei primi mesi del 2018 ma che, via via, sono andati fisiologicamente calando pur sempre con un indicatore attivo.

Per completezza di informazioni e valutazioni, come dall’inizio del corrente anno, la nostra raccolta dei dati viene fatta analizzando la situazione sia complessiva (come viene ufficialmente riportata dalla Regione Umbria), ma anche considerando l’incidenza delle nuove strutture ricettive che si sono registrate dal 1/8/2017 e che, specialmente nei primi mesi del 2018, hanno un impatto notevole (pari a circa 15000 presenze nel semestre, corrispondente a circa il 14% dell’intero movimento ricettivo 7% per gli arrivi).
Questa metodologia di lettura è molto importante perché determina il VERO VALORE dei flussi e garantisce una REALE analisi degli stessi tanto che, fissa all’11,74% il dato positivo del primo semestre per le presenze invece del 29,24% se si considerano anche le strutture che lo scorso anno (circa 100 progressivamente nel periodo) non contribuivano di fatto alla formazione dei dati statistici.
Il dato, sempre positivo, viene comunque ridimensionato e vede pericolosamente incidere, nella determinazione dell’andamento, i migliori risultati dei primi tre mesi dell’anno dove si è passato da un + 40,74% ad un +26.67%, frutto evidente dell’incidenza negativa del sisma 2016 su primi tre mesi del 2017.
Tolti quindi i primi tre mesi del 2018 che avuto un dato estremamente positivo (ma pur sempre costantemente in calo) rispetto al 2017, il mese di Aprile ha visto uno stop pesante (-3.65%), per poi risalire vertiginosamente a Maggio (+17.69) e, seppur con minor rilevanza a Giugno (+5.65), portando quindi il risultato finale al suddetto 11.74%.

Ora, capire esattamente le causa non è semplice e, sinceramente, occorrerebbero analisti professionisti. Ma un elemento su tutti è chiaro, quello cioè che i flussi quest’anno non sono stati influenzati da manifestazioni e/o eventi tali da attrarre turisti, poiché rispetto allo scorso anno si è vista una netta diminuzione degli stessi (Congresso CNR, Wine Show, Gelati d’Italia), mentre lo scorso anno tale presenza ha contribuito notevolmente.
Viene da chiedere allora se il movimento di persone è stato determinato da una politica di attrazione e promozione della nostra Città; in questo caso non è possibile dimostrarlo poiché sono nulli gli elementi concreti a disposizione del cittadino per valutare l’azione politica in tal senso.
E allora, resta solamente un’ipotesi; quella cioè che per la sua caratteristica di unicità in termini di bellezza, posizione e brand della nostra Città, i flussi che ci sono stati sono semplicemente frutto di tali elementi che, accompagnati anche da condizioni metereologiche e “ponti” favorevoli hanno fatto si che il dato delle presenza sia diventato positivo.

Ma non basta, anzi tutto ciò è estremamente riduttivo e pericoloso poiché è dimostrato che i flussi turistici sono soggetti a molti fattori esterni se non trovano una base solida nella politica di promozione turistica che ad oggi è purtroppo insufficiente e basata essenzialmente sugli slogan senza un vero progetto.
Abbiamo bisogno di programmazione e di coesione tra le varie anime imprenditoriali e culturali della Città, così come con gli asset strategici e gli uffici comunali preposti al servizio, il tutto, ovviamente coordinato in sinergia con l’organo politico amministrativo, partendo da una più corretta distinzione tra eventi/manifestazioni/feste tradizionali secondo la quale si può valutare in maniera congrua la strategia di promozione della Città che non è legata solamente ad essi ma dovrebbe comprendere anche le varie realtà enogastronomiche locali.

In pratica, tutto il contrario di quello che oggi la Città è in grado di proporre dove, quanto è indicato sopra, procede di fatto in maniera autonoma e spesso in maniera egoistica.  (Orvieto Per Tutti)
 


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