Braccialetto elettronico operatori Cosp, la questione approda in consiglio

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ORVIETO – Il Consiglio Comunale ha trattato la questione della dotazione di “braccialetti elettronici” agli operatori COSP posta, attraverso una interrogazione, dalla cons.ra Lucia Vergaglia (Capogruppo M5s) che ha chiesto “Se risponde al vero che nei capitolati di appalto con il gestore Cosp era previsto l’utilizzo del ‘Braccialetto elettronico’; se è vero che l’Amministrazione sia stata formalmente informata dell’utilizzo di tale presidio tecnologico, in quale data e cosa abbia risposto e se è vero che l’Amministrazione o gli uffici comunali abbiano perseguito iniziative in relazione a tale ‘Braccialetto elettronico’”.

L’interrogante ha sostenuto che “L’art. 4 dello Statuto dei lavoratori, come novellato dall’art. 23 della legge 151/2015 che fa parte del pacchetto denominato ‘JobAct’ indirizza un grande potere di controllo da parte del datore di lavoro finendo però in un’area di con-dominio tra diritto del lavoro e normativa in materia di protezione dei dati personali. Nella città di Orvieto il personale addetto alla raccolta e svuotamento dei mastelli dei privati cittadini appare indossare ed utilizzare un proprio personale braccialetto elettronico che automatizza il riconoscimento del mastello e conseguentemente la posizione del lavoratore permettendo per conseguenza l’ottenimento di informazioni atte a tracciarne posizione e produttività. In particolare, lo stato dell’arte tecnologico non deve infrangere l’Art.41 della Costituzione ovvero: ‘l’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana”.

Il sindaco, Giuseppe Germani con delega all’Ambiente ha risposto: “Ho svolto degli approfondimenti. C’è un accordo sindacale scritto nel quale si definiscono modalità, tempi e tipo di sistema che viene utilizzato in tutti i comuni della provincia e che ha la certificazione CE; inoltre, non tutti i dipendenti hanno il braccialetto ma solo quelli che ritirano i mastelli nei punti in cui non si riesce ad arrivare con il mezzo in dotazione, normalmente infatti, l’identificazione del codice a barre di ogni singolo utente viene effettuata direttamente dal lettore posto sul mezzo di carico. L’azienda si è messa a disposizione con una lettera per ulteriori chiarimenti. La documentazione inviatami la metto a completa disposizione della Consigliera Vergaglia”.

La cons.ra Lucia Vergaglia si è dichiarata: “Insoddisfatta perché la risposta è evasiva sull’aspetto che ho privilegiato, nel momento in cui diventa un ‘modus operandi’ sta anche a noi sollevare una questione di tutela dei cittadini. Mi aspetto che il Sindaco non si fermi alle certificazioni”.


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