Missiva da Porano a Orvieto
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Missiva da Porano a Orvieto

 

di Fausto Cerulli

Ho l’impressione che l’Amministrazione del Comune di Orvieto-detta anche “multa e fuggi”, stia perdendo la stoffa che forse non ha mai avuto, e precipiti giorno dopo giorno nel calanco dei calanchi. Il buon Germani, perseguitato da Scopetti che oltre a fare il segretario del PD locale fa anche il cassamortaro nella speranza di affossare la Giunta, si prepara alle prossime elezioni con la coraggiosa idea di metter su una sua Lista Civica; di solito le Liste Civiche sono il ricettacolo di chi non vuole dire da che parte sta, e qualcosa mi fa pensare che la clamorosa rivoluzionaria idea dell’amico Germani si muova proprio in questa direzione. Capisco che lottare politicamente in un partito moribondo sia una donchisciottata, ma almeno ci si doveva provare; il fin dei conti Scopetti non è Dio, anche se qualche volta crede di esserlo.
In ogni caso Germani ha deciso di combattere una battaglia di retroguardia e, guarda caso,  trova dalla sua parte i socialisti nostrani, che in fatto di retroguardie sono maestri, e risuscita il “centenario irriducibile” Gialletti, sempre in scena quando può recitare la parte di sfasciacarrozze. Essendo stato purtroppo anche io socialista, credo di conoscere la razza, e mi permetto di consigliare a Germani di non appesantire il suo comunque intrepido progetto scissionista con la zavorra socialista: commetterebbe lo stesso errore che fece Concina quando dette fiducia a un certo Frizza, che poi gli portò via qualche centinaio di voti, da piccolo Giuda di provincia.
Con l’aria che tira, e una destra un tempo parafascista che sale sul carro vincente e non convincente della Lega, e con il montare, si fa per dire, della marea pentastellata, Germani finisce per ammazzare lo pseudo centro sinistra locale, del che, da incallito comunista non mi  dispiace certo. In questo guazzabuglio di quasi sinistra, spunta all’orizzonte la stella Conciniana, che per me fu una buona stella, e questa mia affermazione mi costerà rimbrotti da parte di amici che sono nemici per principio di Concina,  che se non altro fece respirare aria di cultura a questa città che non merita la grassoccia ignoranza che oggi impera, con il tango in Piazza del Duomo, con la vistosa assenza degli amministratori per cui la cultura non si mangia e vada dunque a quel paese. Concina, se riesce a liberarsi come avrebbe dovuto fare a suo tempo di un contorno controproducente, avrebbe ancora qualche chance. E lo dico da comunista, come tale conosciuto da Concina e non per questo evitato da lui. Concina non ha mai negato di essere quello che potremmo dire un liberale illuminato, senza nascondersi dietro ipocriti paraventi.  Forse neanche lui, in questa situazione, riuscirà a risolvere
gli immensi problemi di Orvieto, ma almeno ci metterebbe mano e coscienza. Assicuro che non sono stato pagato da Concina, anche perché, a conti fatti, mi piacerebbe avere come Sindaco una donna
ostinata come Roberta Tardani, che da sola o quasi, è riuscita a fare, in Consiglio Comunale, una vera opposizione, anche costruttiva. Ho voluto dire la mia con disinteressata convinzione, e mi dispiace
se molti amici mi vorranno considerare nemico di una sinistra inesistente o pasticciona. Dio salvi la regina.

2 luglio 2018

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