Chiusura tribunali minori, Orvieto aderisce al costituendo Comitato per la difesa Giustizia di prossimità

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ORVIETO – Dopo un primo vertice nazionale svoltosi recentemente e come anticipato al Consiglio Comunale il 2 luglio scorso dalla Vice Sindaco, Cristina Croce, ieri mattina a Roma presso la sede il Consiglio Nazionale Forense, anche il Comune di Orvieto ha aderito al costituendo Comitato di Coordinamento permanente per la difesa della giustizia di prossimità nel territorio della Repubblica Italiana.

Insieme all’Assessore Croce, anche la Consigliera comunale Lucia Vergaglia e gli Avvocati Angelo Ranchino e Alessia Solini in rappresentanza dell’Associazione Forense Orvietana. Il Comitato, senza scopo di lucro, è composto dai Comuni già sede dei Tribunali soppressi e Comuni dei rispettivi Circondari, Enti, Associazioni e Avvocati. Esso persegue le finalità civiche della giustizia di prossimità, all’indomani della legge delega 148/2011 che stabilì i criteri della riorganizzazione degli uffici giudiziari sul territorio nazionale, a cui è seguita, con decorrenza 14 settembre 2013, la soppressione di Tribunali ordinari, Procure della Repubblica e Sezioni distaccate.

In particolare, il Comitato intende operare nei seguenti settori:
– Intraprendere iniziative, a tutti i livelli, per ottenere l’abrogazione e/o la modifica dei provvedimenti legislativi suddetti;
– Tutelare, dinnanzi agli organi di giustizia nazionali ed internazionali i diritti fondamentali dei cittadini;
– Garantire a tutti i cittadini un equo accesso alla giustizia;
– Ottenere una costante e diffusa presenza dello Stato nel territorio;
– Chiedere e ottenere il rispetto dei principi costituzionali riguardanti gli articoli 3 (parità dei diritti dei cittadini); 5 (ampio decentramento amministrativo); 24 (diritto al servizio dell’amministrazione della giustizia), mediante una più razionale ripartizione del territorio tra le circoscrizioni esistenti al 13 settembre 2013;
– Organizzare convegni e ogni altra pertinente iniziativa atti a sensibilizzare la pubblica opinione sulla validità delle finalità e delle azioni volte alla realizzazione degli scopi del Comitato.

Secondo i soggetti aderenti al documento costitutivo, “la riforma della geografia giudiziaria, si è rivelata inadeguata alle aspettative, dal momento che ha comportato lo smantellamento di validi uffici giudiziari a danno dell’efficienza del ‘Servizio Giustizia’ e dei cittadini dei circondari del Tribunali soppressi, senza alcun risparmio e snellimento degli affari giudiziari; una riforma maturata nell’ambito della ‘spending review’, ma che, invece si è trasformata in disservizi e penalizzazioni, non avendo tenuto conto delle situazioni locali e delle gravi ricadute dei costi della giustizia sui cittadini”. 

Nel documento istitutivo del Comitato di Coordinamento permanente per la difesa della giustizia di prossimità si sottolinea che “la nuova riorganizzazione delle sedi giudiziarie, allontanando la giustizia dal cittadino, non ha tenuto conto delle caratteristiche dei territori in cui i Tribunali soppressi operavano e ha, invece, pregiudicato il diritto costituzionalmente garantito a ciascuno per ricorrere alla giustizia, rendendo così più gravoso e difficile l’esercizio di tale diritto, in violazione del PRINCIPIO DI PROSSIMITA’ stabilito dall’art. 10 del TRATTATO DELL’UNIONE EUROPEA, COME MODIFICATO DAL TRATTATO DI LISBONA, che prevede che anche l’amministrazione della giustizia deve essere esercitata il più vicino possibile ai cittadini”.
 


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